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violenza sulle donne 

Perseguita e rapina la sua ex: condannato a due anni e 4 mesi

Perseguita e rapina la sua ex: condannato a due anni e 4 mesi

Lui le strappò di mano il cellulare, lei cercò di riprenderlo e venne colpita. E in tribunale si apre intanto un altro processo per stalking e minacce

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MASSA. Storie che sembrano uscite da un pessimo film dell’horror, episodi che tu diresti impossibili e che invece sono maledettamente reali. Sono le rievocazioni delle donne vittime di violenza – quelle donne che hanno avuto il coraggio di denunciare e di ribellarsi – che si ascoltano con una preoccupante frequenza nelle aule del tribunale di Massa.

Ultima, quella di una quarantenne residente a Massa, madre di tre bambini (ed è per questa ragione, per tutelare i minori, che non scriviamo i nomi dei protagonisti di questo processo), vittima di una persecuzione, e anche di una rapina – così ha stabilito il giudice – da parte del convivente. Il processo si è svolto davanti alla giudice Alice Serra, imputato un uomo di circa 40 anni, massese. Il quale, secondo quanto emerso dal dibattimento, non voleva rassegnarsi alla fine della relazione con la “sua” donna. E soprattutto all’idea di non poter più rivedere i figli.

L’uomo inizia così un pressing fatto di telefonate insistenti, di messaggi ripetuti, “appostamenti” sotto casa dei genitori con ingiurie, offese, insulti alla ex compagna. Ma c’è di più: i due si incontrano, pare davanti alla scuola di uno dei figli. Litigano, lui gli strapa di mano il telefonino; lei cerca di riprenderlo, si spintonano a vicenda, lui le molla un ceffone che le causa un trauma alla spalla diagnosticato al pronto soccorso. La compagna, a questo punto, denuncia l’ex per rapina e stalking.

Al termine del processo, la pubblico ministero Susan Pietrini ci va giù pesante: chiede una pena di 5 anni e quattro mesi. La giudice accoglie le tesi dell’accusa ma rintraccia anche attenuanti a favore dell’imputato e lo condanna a 2 anni e quattro mesi. L’avvocato difensore ha già annunciato ricorso sostenendo infondate le accuse, in particolare quella relativa alla “rapina” del cellulare: lo schiaffo ricevuto dalla donna sarebbe stato smentito dall’unica testimone dell’episodio.

Passano pochi giorni e un altro caso di (per ora presunte) minacce e violenze domestiche, con vittima la donna, viene alla luce in tribunale a Massa, dove, ieri mattina, è iniziato il dibattimento per l’ennesima vicenda di litigi famigliari caratterizzati da persecuzioni, intimidazioni, violenze verbali, psicologiche e fisiche.

Anche in questo caso ci sono di mezzo minorenni, una figlia di 4 anni, contesa fra marito e moglie, oggi separati. In aula, incalzata dalle domande della pubblico ministero Alessandra Conforti, la giovane donna (assistita dall’avvocata Laura Del Mancino come parte civile) che ha denunciato il marito e lo ha portato a giudizio, ha ripercorso il suo calvario. Un matrimonio d’amore, voluto nonostante i precedenti penali di lui, le difficoltà economiche prima, il trasferimento dalla Liguria alla Lunigiana, l’inizio delle violenze, gli scatti d’ira del marito, le violenze. —


 

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