Il Tirreno

il futuro 

L’ente camerale e l’accorpamento: «Non siamo felici la scelta è politica»

Il presidente Dino Sodini pungola le amministrazioni A Carrara rimprovera i ritardi sul marchio del marmo e le difficoltà dell’Accademia

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MASSA. La Camera di commercio è di fronte alla svolta. Sì perché il decreto Calenda parla chiaro e, nella prospettiva del riordino degli enti camerali, prevede una serie di accorpamenti. Tra cui quello della Camera apuana con quelle di Lucca e Pisa. È di fronte a quella prospettiva che la Camere ci tiene a confermare il suo radicamento sul territorio. Radicamento che ribadisce giovedì, in occasione della presentazione del rapporto economia: un minuto di silenzio per Luca Savio, morto in un deposito di marmi e un premio alla famiglia di Claudio Lotto, l’albergatore scomparso prematuramente durante un’escursione sulle apuane.

Dino Sodini, presidente della Camera di commercio apuana presenta il rapporto economia come l’ultimo per l’ente di Massa Carrara: «Saremo accorpati a Pisa e Lucca. Non siamo certo contenti di questa prospettiva che spoglia l’ente delle sue funzioni territoriali, ma la politica ha deciso così».

Il rammarico e la certezza di aver svolto un buon lavoro: «La giunta sarebbe andata in scadenza a marzo. Credo abbia fatto un buon lavoro, con passione e convinzione. Nessuno dei membri ha percepito gettoni o rimborsi. Tutti hanno sacrificato qualcosa della loro vita lavorativa e professionale: li voglio ringraziare già da adesso».

Quindi una riflessione sui progetti fermi e su quelli per cui è già pronto il finanziamento: «Siamo pronti a sostenere il 50% dei costi del progetto per riqualificare il passaggio della via Francigena nella nostra Lunigiana con la street art prendendo ispirazione dal David realizzato alle cave dall’artista Eduardo Kobra, così come - prosegue Sodini - ci piacerebbe mettere a disposizione delle amministrazioni i progetti nati dai tavoli di CreainRete».

L’analisi sul lavoro della Camera e la volontà di pungolare le amministrazione, la carrarese e la massese. Sodini non ha lesinato critiche sul marchio del marmo: «Ci lavoriamo da un anno e mezzo senza aver ancora ottenuto il risultato». E sull’Accademia: «Non si possono rifiutare 250 studenti di tutto il mondo a causa della mancanza di spazio». Ma ce n’è pure per i massesi, invitati a chiudere la partita del Regolamento urbanistico: «Chiediamo alla nuova amministrazione di licenziarlo con urgenza pur nella consapevolezza, più volte manifestata, che non sia perfetto. Ma è indispensabile per rimettere in moto un settore strategico come la filiera delle costruzioni». —

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di Redazione web