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«Abbiamo salvato il regolamento, si rischiava di vanificare tutto»

L.R.D.
«Abbiamo salvato il regolamento, si rischiava di vanificare tutto»

Approvata dal consiglio regionale una modifica sulla scadenza di tre anni «Saremmo tornati al 1980, così c’è tempo per fare le cose per bene»

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MASSA. «Abbiamo rischiato di tornare al 1980, sarebbe stato il caos. Ce l’abbiamo fatta last minute». Così in conferenza stampa il dirigente Venicio Ticciati, a fianco del sindaco Francesco Persiani, racconta la situazione attuale del Regolamento urbanistico. Il 24 luglio, cioè martedì prossimo, sarebbero scadute le norme di salvaguardia per i comuni che hanno adottato ma non approvato lo strumento urbanistico. Si rischiava insomma di vanificare anni di lavoro in un solo colpo.

Un gol allo scadere. Del quale Persiani rivendica la paternità. «La soluzione è stata trovata su impulso degli uffici del comune, anche se ovviamente ringraziamo la Regione per avere capito la complessità della soluzione e avere risposto positivamente ai nostri imput», dice il sindaco. Senza misure di salvaguardia chi possedeva appezzamenti di terreno edificabili avrebbero potuto chiedere di costruire e, previa nuova concessione, alla fine lo avrebbe potuto fare. «Si tornava al 1980, ma nel frattempo il mondo è completamente cambiato», sintetizza Ticciati.

E Persiani entra nello specifico, con qualche stoccata alla precedente amministrazione. «Quel che stava accadendo non era mai accaduto e non era prevedibile. Grazie a questo intervento è possibile avere il tempo per valutare eventuali carenze nei documenti, vagliare con attenzioni le osservazioni presentate e votate in fretta e furia e approvare infine il Regolamento urbanistico. La necessità di un intervento della Regione certifica che il regolamento non è mai stato approvato, diversamente da quanto detto finora».

Un’altra stoccata arriva dal vicesindaco Guido Mottini, presente alla conferenza insieme all’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi. «Nella notte tra il 4 maggio e il 5 hanno festeggiato, si sono impegnati. Hanno fatto consigli comunali fiume. Si vede con che risultati».

L’iter adesso prevede che l’amministrazione abbia un po’ di fiato per potere mandare in Regione l’atto completo. «Contiamo di farlo entro ferragosto, in modo tale che la Regione possa dare avvio alla conferenza paesaggistica. Sono un paio di passaggi che richiederanno un po’ di tempo, ma stiamo accelerando al massimo. Il nostro intento non è disfare quanto fatto fin qui, non interveniamo su questioni di indirizzo, ma di forma. Che sono importantissime».

Persiani svela ad esempio che tra le oltre mille osservazioni ce n’è una che è stata inserita senza essere mai stata votata. «È l’unica, ma basta per creare dei grandi problemi». E rincara Ticciati: «C’erano possibili elementi di contrasto con norme di ragno superiore, su alcune osservazioni il consiglio comunale precedente non ha voluto ascoltarci. Le aree agricole residuali sono tra quelle problematiche, ad esempio».

Sul perché da maggio a oggi non si fosse riusciti a completare l’iter Ticciati spiega: «È un meccanismo complesso, sono state apportate modifiche in consiglio che andavano inserite con fatica e tempo. E dall’incrocio dei dati si è scoperto che c’erano delle lacune». «Il mio primo viaggio istituzionale, all’inizio di luglio, è stato a Firenze proprio per portare avanti questa cosa. Dovevamo dare delle risposte e portare a casa il risultato, non ne ho dato annuncio prima», chiude Persiani. —

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