Sicurezza
Rifugiati e progetti il comune di Massa ora ufficializza il suo passo indietro
Persiani conferma la sua posizione in conferenza dei sindaciRichiesta una proroga al ministero per definire le procedure
MASSA. La sua posizione il sindaco di Massa Francesco Persiani l’aveva già espressa a chiare lettere e sintetizzata in modo inequivocabile: «Come il ministro Salvini chiude i porti, noi usciamo dallo Sprar».
Insomma che la nuova amministrazione volesse tirarsi fuori dal sistema di protezione dei rifugiati e dei richiedenti asilo era chiaro. Adesso, però, è ufficiale perché quella volontà Palazzo civico l’ha portata all’ordine del giorno della conferenza zonale dei sindaci. Istituita dalla Regione nel 2014, riunisce intorno ad un tavolo i sindaci di Massa, Carrara e Montignoso. La conferenza coordina le funzioni dei Comuni in materia socio assistenziale e sanitaria. Lo scopo è chiaro: evitare frammentazione e favorire piuttosto un modello territoriale unico in tema di sanità e sociale. È la conferenza che ha competenza in materia di Sprar ed è stata la conferenza zonale dei sindaci che, Comune di Massa capofila, si è fatta avanti per l’adesione allo Sprar da cui adesso l’amministrazione Persiani decide di tirarsi fuori per quella che lo stesso sindaco ha definito «coerenza con il programma nostro e del centro destra». Linea chiara, ribadita anche ieri durante la conferenza zonale: «Il sindaco di Massa - si legge, infatti, nella nota stampa congiunta dei tre Comuni - ha espresso la volontà della nuova amministrazione di ritirarsi dal progetto Sprar, mentre il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, e quello di Montignoso, Gianni Lorenzetti, hanno ribadito la volontà di subentrare nel progetto». Qualcosa di più di un subentro per Carrara che, nelle parole del sindaco Francesco De Pasquale, si era detta disponibile a sostituire Massa nel ruolo di capofila.
Adesso, però, in ballo ci sono gli aspetti procedurali: si tratta di capire come Massa possa sfilarsi e in che tempi e come e se Carrara possa subentrare nel ruolo di capofila. E visto che il bando per l’adesione al progetto Sprar è scaduto lo scorso 30 giugno, il primo step burocratico è stato richiedere una proroga fino al 30 settembre per ragionare a bocce ferme: «Pur avendo già inviato una segnalazione al Ministero dell’Interno - si legge nel comunicato congiunto - ad oggi non sono state date disposizione e la questione è in fase di studio. Il Comune di Massa, in attesa di avere chiarimenti, per non pregiudicare le iniziative esposte da Carrara e da Montignoso, in questa fase, si è reso disponibile a collaborare sotto gli aspetti tecnici, ferma la volontà già espressa di uscire dal Progetto Sprar».
Insomma, un periodo di stand by durante il quale dovranno essere sciolti nodi procedurali che riguardano le modalità con cui Massa esce dal progetto e quello con cui, invece, proseguono Carrara e Montignoso.
Lo Sprar - per chiarire - è un sistema di protezione dei rifugiati e richiedenti asilo cui i Comuni - spesso più amministrazioni uniscono le forze - realizzano progetti per un’accoglienza integrata. Non solo - per semplificare - vitto e alloggio, ma percorsi formativi e di inserimento reale. Una rete che riconosce anche premialità economiche ai comuni che aderiscono. Soldi che possono essere utilizzati a discrezione del Comune, senza vincoli di utilizzo. Altra cosa è la l’accoglienza dei rifugiati - a Massa sono 200 - che gestisce direttamente il ministero dell’interno attraverso la Prefettura. —C.S..
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