Caporalato anche nel marmo, la Cgil non ci sta: faremo denuncia
Cottimo e lavoro “nero”, un numero verde per denunciare. L’iniziativa del sindacato: un pool per esaminare i contratti
CARRARA. Un numero verde che consenta ai lavoratori di poter denunciare, protetti dall’anonimato, le situazioni anomale all’interno delle aziende del marmo, al monte e al piano.
Un appello ai testimoni, ai lavoratori dei piazzali vicini a dove ha perso al vita il 41enne Luca Savio a farsi avanti con la Procura. A parlare.
E a denunciare anche presunte anomalie e tentativi di inquinamento sulla ricostruzione dell’infortunio mortale.
E, ancora, una denuncia (allo studio con le sigle nazionali di Cgil e Fillea) in base alla norma 199 - quella che attiene al caporalato e allo sfruttamento di esseri umani - che costituirebbe il primo caso in Italia nel settore marmo. E che potrebbe essere sporta proprio nei confronti della azienda dove ha perso la vita l’operaio Luca Savio.
La Cgil fa quadrato e dopo l’ultima tragedia del marmo, quella di mercoledì scorso nel deposito della Doganella, ha tutte le intenzioni di dire basta a tutta una serie di modalità che esistono ancora nel settore. E con cui il sindacato vuole fare i conti, una volta per tutte.
«Vogliamo fermare alcune modalità di lavoro che esistono al piano e di cui noi siamo a conoscenza in maniera non strutturata - spiega il segretario provinciale della Cgil Paolo Gozzani - Non ci sono denunce, questa purtroppo è la verità, per la grande paura di ricattabilità che esiste nel mondo del lavoro. Abbiamo raccolto voci, ma solo quelle».
E proprio per andare incontro ai lavoratori la Camera del lavoro ha deciso di fare un passo importante e necessario: istituire un numero verde che consenta di denunciare situazioni anomale, sia in materia di contratto che di sicurezza, rimanendo protetti dall’anonimato. Segnalazioni su cui - il progetto è ancora allo studio - il sindacato interverrà dopo le opportune verifiche.
Un numero verde che, sottolinea Gozzani, non rappresenta la sconfitta della politica sindacale fatta di incontri, assemblee e faccia a faccia con i lavoratori.
«No, non è una sconfitta - spiega Gozzani - Ma purtroppo dobbiamo fare i conti con l’alto livello di ricattabilità che imperversa nel mondo del lavoro. Tutto è legato alla condizione di crisi e alla disoccupazione: il fatto vero è che oggi un posto di lavoro lo si accetta sempre più spesso a qualsiasi condizione. Anche se si deve lavorare a ritmi accelerati, cosa che nel settore del marmo proprio per la sua peculiarità, non dovrebbe succedere mai».
Ritmi da “cottimo” e lavoro in nero. Sono queste le anomalie di cui si occuperà a tappeto la Cgil anche attraverso un pool dedicato allo studio dei contratti.
Un capitolo a parte è dedicato poi ai controlli.
«Da quello che ci è stato segnalato - dice il segretario della Fillea Roberto Venturini - il lavoratore morto era in quel piazzale da tempo: perché è stato assunto solo per sei giorni? Ci risulta che, proprio pochi giorni prima l’Asl stesse facesse controlli nelle aziende vicine a quella dove si è verificata la tragedia. Sarà un caso che il contratto di Luca Savio sia stato depositato il 7 luglio?»
Tanti interrogativi a cui dare risposta e anche un duplice appello che il sindacato rivolge ai colleghi, vicini di piazzale del lavoratore morto. Ma anche alla Procura della Repubblica.
«Noi siamo certi che qualcuno ha visto e che sappia la dinamica dell’incidente mortale e anche se qualcosa è stato modificato o inquinato prima degli accertamenti - sottolinea Paolo Gozzani - Questi colleghi devono parlare., devono rivolgersi agli uffici della Procura».
E in procura arriverà anche un appello del sindacato: «Come Cgil - continua Gozzani - denunceremo tentativi di pressione che sono stati fatti in questi giorni».
Non aggiunge altro il segretario provinciale della Camera del lavoro ma la battaglia del sindacato è già cominciata.
«Non possiamo più permettere che certe situazioni vadano avanti- concludono Gozzani e Venturini - Stiamo lavorando anche con le nostre sigle nazionali per mettere a punto una strategia importante e, soprattutto, per fare chiarezza su un settore delicatissimo come quello del marmo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
