Sicurezza
«Non è stato fatto quasi nulla per rimediare a quei disastri»
Il sindaco in conferenza con gli storici rappresentanti dell’Assemblea permanente «Le bonifiche devono partire davvero e restituire quei territori ai cittadini»
MASSA. Ricordare la lotta condotta dalla popolazione “contro uno sviluppo industriale disumano che uccide, avvelena e crea disoccupazione”, per fare in modo che gli errori commessi in passato non abbiano più a ripetersi e che il diritto al lavoro non sia mai più anteposto a quello alla salute. Questo lo scopo della conferenza stampa del sindaco Francesco Persiani insieme agli esponenti dell’Assemblea permanente, in occasione del 30° anniversario dell’esplosione della Farmoplant, che ricorre proprio oggi. All’evento sono intervenuti Carlo Casotti, storico membro e coordinatore dell’Assemblea permanente e suo figlio Giancarlo, ex consigliere comunale del Psi. «Il nostro obiettivo -ha spiegato Giancarlo Casotti- è tener viva la memoria su quel drammatico avvenimento, le cui conseguenze, dopo 30 anni, sono ancora sotto gli occhi di tutti, come dimostrano l’elevato numero di malattie oncologiche della nostra provincia ed una zona industriale ormai giunta al collasso totale. Ciò che avvenne deve servirci da esempio, per elaborare un nuovo modello di sviluppo industriale sano, che non comprometta ambiente e salute». L’ex consigliere comunale ha anche annunciato che a fine settembre sarà organizzata una mostra con immagini fotografiche e video relative all’esplosione della Farmoplant. L’importanza di tener vivo il ricordo del messaggio emerso quel giorno è stata ribadita dal sindaco Persiani, impegnato anche come assessore all’ambiente. «Non può esserci sviluppo industriale senza salvaguardia dell’ambiente -ha affermato il primo cittadino- ed i massesi quel messaggio lo hanno capito dopo aver pagato un caro prezzo, un prezzo formato da un tasso di morti per tumore da primato ed una parte della falda compromessa. Quel giorno -ha proseguito Persiani- per noi deve essere un monito ineluttabile: l’industria deve avere ricaduta positiva per il territorio in cui si colloca, in termini occupazionali, ma anche in termini ambientali, o comunque non si deve permettere la distruzione del territorio in nome della bieca ricerca del profitto». Il sindaco ha poi voluto confermare il suo impegno per la “partenza reale delle bonifiche”. «Il nostro comprensorio e la nostra zona industriale -ha spiegato- hanno iniziato in quel momento il loro triste declino e dopo 30 anni abbiamo il dovere morale di provare a far sì che quelle parti di territorio tornino ad essere a disposizione della collettività. Lo dobbiamo soprattutto alle famiglie di chi, a causa di quel modello industriale, ha perso qualcuno di caro. Mi sono appena insediato -ha concluso Persiani- ed in materia di bonifiche ho trovato alle mie spalle 30 anni in cui è stato fatto davvero poco o nulla, ma la mia attenzione al problema resterà la massima».
Durante l’incontro Carlo Casotti ha voluto donare al sindaco un fascicolo contenente le sue “Riflessioni sulla lotta alla Farmoplant”, in cui ripercorre la battaglia condotta da Assemblea permanente «contro uno sviluppo disumano che uccideva, avvelenava e non creava occupazione (200-300 posti di lavoro a fronte dei 2000 propagandati)». — D.C..
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