Sicurezza
IL NODO IRRISOLTO DELLE BONIFiche
La scheda storica su Farmoplant e Sin di Liliana Cori, di cui parliamo anche a parte, ripercorre anche gli altri incidenti alla Farmoplant.Furono nel 1978 (scoppio di fusti di metil-parathion ed un’es...
La scheda storica su Farmoplant e Sin di Liliana Cori, di cui parliamo anche a parte, ripercorre anche gli altri incidenti alla Farmoplant.
Furono nel 1978 (scoppio di fusti di metil-parathion ed un’esplosione di ditiocarbammati), nel 1979 (inquinamento da trifluralin nella falda acquifera), nel 1980 (fuoriuscita di un componente del Rogor e grave incendio per autocombustione di un deposito di Mancozeb, che provocò una nube tossica), quando l’impianto fu chiuso da agosto fino a dicembre. Nel frattempo si scoprì un forte inquinamento da Rogor nella falda freatica e la magistratura impose la chiusura di mille pozzi artesiani. Nel 1983 esplosero 12 fusti di Rogor e nel 1984 si ripeterono fuoriuscite di prodotti tossici, maleodoranze ed inquinamento dei canali che sfociavano al mare. All’impianto Rogor si registrarono anche due infortuni lavorativi mortali, rispettivamente nel 1979 e nel 1986. Cori sottolinea poi il successo riportato dal referendum popolare indetto nel 1987, primo in Europa, per chiedere la chiusura della Farmoplant e la bonifica del territorio, ricordando il divieto di produrre pesticidi emesso il 31 ottobre di quell’anno dall’allora sindaco Mauro Pennacchiotti e revocato a dicembre dal Tar, il quale dichiarò che «lo stabilimento presenta un grado di sicurezza del 99,999%».
Dopo la chiusura degli impianti, colpiscono il ritardo ed il pressapochismo nelle bonifiche, indispensabili per garantire la salute della popolazione. Nonostante la Regione abbia dichiarato bonificata l’area ex Farmoplant nel 1995, si è infatti resa necessaria un’ulteriore serie di interventi su almeno 11 sub-aree rivelatesi ancora inquinate, pur trattandosi di lotti già venduti per il riutilizzo. Tutta l’area dell’ex fabbrica chimica, inclusa nel Sin, resta ancora oggi sotto la competenza del Ministero dell’ambiente ed è soggetta a caratterizzazioni e controlli. L’esperta del Cnr cita anche l’ultimo rapporto del Ministero dell’ambiente sullo stato di avanzamento delle bonifiche nel Sin di Massa-Carrara(settembre 2017), da cui risulta che su un totale di 116 ettari il progetto di messa in sicurezza/bonifica dei terreni è stato presentato solo per il 39% delle aree. La percentuale delle procedure approvate è ferma al 25% e quelle completate arriva solo al 5%. —.
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