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Milleduecento in delirio nella serata Bandabardò
Entusiasmo alle stelle e grande festa in piazza dei Macelli a Pontremoli. Il gruppo fiorentino ha superato quota 1.500 concerti in 25 anni di attività
pontremoli. L'esibizione della Bandabardò che si è tenuta sabato sera in piazza dei Macelli davanti a oltre 1.200 spettatori è stato qualcosa di più che un concerto, è stato un modo per disegnare la mappa delle strade percorse, delle avventure passate, degli incontri e dei cambiamenti, quelli della penisola e quelli della Banda. Un modo per restituire al pubblico un po’ dell’affetto e dei sorrisi ricevuti nel corso dei 25 anni di vita del gruppo fiorentino. Un quarto di secolo che verrebbe da dire quasi tutto passato sul palco tanto che quando Erriquez (al secolo Enrico Greppi, leader e anima della band) nel suo saluto annuncia che con quello pontremolese la banda aveva ampiamente superato quota 1.500 nei numeri dei concerti dal vivo, era impossibile non coglierne nella voce l’orgoglio per il proprio cammino che oltre alle esibizioni live può contare su 11 dischi ufficiali, diversi dischi live, raccolte e decine di collaborazioni con tanti altri artisti.
La scaletta del concerto è quindi una sorta di auto omaggio che la banda ha dedicato a se stessa ed al pubblico. Con tre fasi ben distinte: la prima dedicata agli anni degli inizi quando, per dirle con Erriquez, «abbiamo conosciuto Pontremoli e poi negli anni tanti pontremolesi di cui siamo diventati amici» quindi un grande tuffo nel passato, con pezzi come "Ubriaco canta amore", "Succederà", "Mojoto Football Club" con un accenno divertito ad uno scontro calcistico con il Farafulla (squadra di calcio amatoriale pontremolese che ha organizzato i due giorni di festa in occasione del proprio ventennale) poi un passaggio nel passato più recente (con brani come "Sette sono i re", "Tre passi avanti", etc) per chiudere infine con i brani più recenti della band. Il tutto inframezzato da alcune cover, due brani di due leggende della musica d'autore italiana "Uomini celesti" di Lucio Battisti e "Un giudice" di Fabrizio De Andrè, e un pezzo che ha fatto scatenare tutta la platea, "Balla" di Umberto Balsamo ("sciolgo le trecce e i cavalli corrono e le tue gambe eleganti ballano" per far capire a chi rimanesse interdetto dal titolo). Il ritmo è il solito: folk, un po’ di rock, suoni etnici e melodie quasi gitane. Si respira aria parigina, spagnola e di ritmi tipici del meridione italiano: tutto questo in un'unica festa, in un'unica maniera, quella della Banda. Come il ritmo anche la loro vitalità è rimasta la stessa, anzi invece di attenuarsi con il tempo è sempre più forte ed esaltante. Sul palco esplodono e il pubblico è in delirio, è carico e ad ogni nota si fa trasportare in vivaci e scattanti danze: tutti si abbracciano, saltellano, alzano le braccia in aria e cantano a squarciagola. I loro sorrisi e il loro entusiasmo a mille, non possono fare altro che coinvolgere tutti. E se tutta la musica respira come un’unica entità lo si deve alla coesione costruita nel tempo da tutti gli altri elementi della band: Alessandro “Nuto” Nutini (batteria), Marco “Donbachi” Bachi (basso), Andrea “Orla” Orlandini (chitarre), Ramon Caraballo (percussioni e tromba) e Federico “Pacio” Pacini (tastiere). Il concerto prosegue festoso e coinvolgente per quasi due ore, fino ad arrivare al gran finale di “Beppeanna”, (Se mi rilasso, collasso) ormai un manifesto della band per chiudere con la classica ode a Brigitte Bardot. Una festa speciale. —
RICCARDO SORDI .
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