Lutto
La destra vince le elezioni a Massa e la Provincia perde tre consiglieri
Il presidente Gianni Lorenzetti replica a Dina Dell’Ertole: «In consiglio si è vista poco. Non prendo lezioni da lei»
MASSA. Il voto del 24 giugno e la vittoria di Francesco Persiani cambiano le carte in tavola. E non soltanto - come è naturale che sia - in via Porta Fabbrica: la vittoria del centro destra a Massa ridisegna il quadro politico anche in Provincia. Lasciano, infatti, Palazzo Ducale Daniele Carmassi, Sabrina Bertelloni e Giancarlo Casotti che sedavano nel consiglio provinciale.
Lasciano perché la Provincia - effetto decreto Delrio - è un organo di secondo livello: l’elettorato attivo e passivo è riconosciuto ai sindaci e ai consiglieri dei comuni che rientrano nel territorio provinciale. Tradotto: per fare il consigliere provinciale devi essere sindaco o consigliere comunale. E solo sindaci e consiglieri comunali votano. Il consiglio provinciale rimane in carica due anni, diversamente dal Presidente il cui mandato dura quattro. Se durante il mandato in provincia, alle elezioni amministrative un consigliere comunale non è riconfermato, decade anche dal suo ruolo a Palazzo ducale.
E così è per Bertelloni, Carmassi e Casotti che al terzo piano di Palazzo civico non ci sono più. I tre consiglieri non saranno sostituiti (non ci sono altri candidati non eletti nelle loro liste). Rimarranno, quindi, in consiglio 7 componenti più il presidente: il numero legale è garantito e a dicembre, come da scadenza, si andrà ad elezione. Unica massese in Provincia rimane, fino ad allora, Dina Dell’Ertole, riconfermata consigliere comunale nella compagine dei menchiniani. Pronta ad «abbandonare l’armata del centro sinistra in consiglio provinciale per costituire Alternativa civica», non le manda a dire al presidente e sindaco di Montignoso Gianni Lorezetti (in carica, diversamente dal consiglio, fino al 2020) che secondo la Dell’Ertole, mutato il quadro polito amministrativo a Massa e a Carrara dove governano i 5 Stelle, dovrebbe valutare l’ipotesi dimissioni. La replica di Lorenzetti - e senza troppi giri di parole - non si fa attendere: «Non accetto lezioni dalla Dina dell’Ertole che in consiglio provinciale non è quasi mai venuta. Non c’era neppure per l’approvazione del bilancio di previsione e consuntivo e votare il bilancio significa consentire progetti e interventi. La Dell’Ertole la vedrei meglio in un circo visto che sa cambiar bene bandiera. Solo pochi mesi fa era su un pullman per andare ad applaudire Renzi. A dimettermi non ci penso neppure, rimango in carica fino al 2020. Rivendico piuttosto il lavoro fatto in provincia, i progetti presentati su scuole e strade, nonostante i pochi fondi. Rivendico l’impegno per cercare risorse. Io non prendo emolumenti, ma rimango per i cittadini di questo territorio. La legge - rincara - è chiara e mi permette di rimanere, vale per me come per Andrea Cella a cui consente di rimanere consigliere comunale a Montignoso pur essendo assessore a Massa».
Cambia la composizione del consiglio, ma il presidente rimane. Fino al 2020. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
