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Un fondo per la famiglia dell’operaio morto La Cgil lancia l’iniziativa di solidarietà
Nei prossimi giorni verrà presentato un iban per versare i soldi. Domani l’autopsia sul corpo, i funerali a metà settimana
CARRARA. Mentre l’inchiesta giudiziaria va avanti guidata dalla pm Roberta Moramarco, in parallelo si muove anche l’anima solidale della città e del sindacato. La Cgil infatti lancia una sottoscrizione,un fondo di solidarietà, per raccogliere soldi per la famiglia di Luca Savio (nella foto in basso a destra), morto colpito da un blocco di marmo nel deposito Fc Autogru di viale Zaccagna.
Ancora non c’è un Iban per il conto corrente. «Il fondo che metterà a disposizione la Cigil - spiega il segretario Paolo Gozzani (in foto in basso a sinistra) - è quello della cassa del marmo, un fondo che attiveremo per la solidarietà. Ma in realtà l’iniziativa sarà aperta a tutti, non soltanto alle sottoscrizioni che faranno i nostri tesserati e i lavoratori». Si aspetta però qualche giorno, i funerali del lavoratore, per dare avvio con una conferenza stampa all’iniziativa che sarà aperta a tutta la città.
Com’è ovvio però, al di là della risposta sociale, c’è bisogno anche di chiarimenti sul piano della giustizia. La ricostruzione precisa della dinamica dell’incidente e soprattutto la necessità di fare luce su quel contratto da sei giorni che è stato attivato due giorni prima del tragico incidente. Sulla natura e sulle motivazioni di un contratto così breve si stanno concentrando le attenzioni di chi indaga. E se, dato che il precedente contratto con la ditta andava dal 22 marzo al 31 dicembre dello scorso anno, se in quel buco scoperto per caso ci siano stati dei rapporti di lavori non contrattualizzati. In nero.
In un cartello affisso sulla soglia dello stabilimento in via Zaccagna c’è un quadrifoglio e due numeri di cellulare per i contatti. Sollecitati da Il Tirreno, i proprietari dell’azienda hanno preferito non parlare. «Non abbiamo niente da dire in questo momento». Non saranno loro, almeno per il momento, a spiegare perché quel contratto così breve.
L’autopsia sul corpo di Luca Savio è programmata per domani, dopodiché sarà anche fissata una data per il suo funerale. Il nulla osta dovrebbe infatti arrivare subito dopo, per la giornata di martedì o al massimo quella di mercoledì.
Cordoglio per la morte di Savio arriva anche dall’Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro. «L’ennesima vittima del settore lapideo a dimostrazione che prevenzione e sicurezza non sono mai abbastanza in un settore pericoloso come questo. Un altro morto che va ad allungare il triste elenco di morti bianche (che di bianco ha ben poco) che ormai ha i connotati di un bollettino di guerra. Ed è per questo che non dobbiamo mai abbassare la guardia».
Dura l’Anpi che in un comunicato stigmatizza l’accaduto. «Ci stiamo forse abituando, così da esclamare o pensare che “è normale e le disgrazie ci sono sempre state” ? Assolutamente no e vogliamo credere che qualunque persona democratica o comunque onesta sia della nostra opinione. Non si può morire di lavoro.Quando un uomo è ridotto a firmare un contratto per sei giorni significa che questa è la situazione». —
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