Il Tirreno

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Manenti: e ora ripartiamo dai circoli e dal territorio

IRENE RUBINO
Manenti: e ora ripartiamo dai circoli e dal territorio

Massa-Carrara, il segretario provinciale del Pd alla Festa dell’Unità di Ca’ Michele: «Abbiamo bisogno di sedi effettive e fisiche, devono essere il cuore pulsante»

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MASSA-CARRARA. Ripartire dal territorio: questo il primo passo per un Partito Democratico che ha bisogno di ricostruirsi. Ne parla il segretario provinciale Enzo Manenti alla Festa dell’Unità provinciale a Ca’ Michele. «C’è un rapporto col territorio da ritrovare – spiega – tocca a noi ricucire lo strappo. Per prima cosa vorremmo riportare la discussione all’interno dei circoli, che una volta erano il cuore pulsante della nostra comunità sul territorio. Diventeranno un punto di riferimento per tutti i disagi piccoli e grandi, a partire dalla buca nell’asfalto. Daremo ai segretari di circolo l’incarico di promuovere delle iniziative di ascolto della cittadinanza. Sarà fondamentale raccordarci coi nostri consiglieri regionali e onorevoli».

Perché i circoli funzionino devono trovano uno spazio: «Dobbiamo tornare a dotare i circoli d sedi effettive – aggiunge Massimo Peri – dal momento che molti di essi si servono di strutture volanti. Alcune realtà hanno dei radicamenti, altre sono da costituire. Purtroppo i consigli di quartiere, che servivano da cerniera tra politica e territorio, non esistono più».

Per rilanciare un partito in crisi bisogna tornare a occuparsi dei problemi delle persone. Il primo punto da cui ripartire sarà il lavoro: «La disoccupazione è particolarmente alta nella nostra Provincia, e investe soprattutto i giovani. Il punto di partenza sarà l’analisi del rapporto sull’economia provinciale».

La Camera di Commercio ha deciso di annullare la presentazione del rapporto, prevista per giovedì 12, per osservare il lutto di Luca Savio. L’appuntamento è stato rinviato al 19 prossimo.

«Per discutere del lavoro abbiamo costituito una consulta con delega a Mario Taurino», aggiunge Manenti. Il secondo punto chiave è la sanità.

«Non tutto funziona come dovrebbe. Abbiamo già avuto un primo incontro con la commissione sanità; il prossimo passo sarà confrontarci con l’assessore regionale. Il primo nodo da sciogliere sono le liste d’attesa: non è concepibile che creino difficoltà ai cittadini». Manenti prosegue parlando della nuova direzione impressa al partito: «Abbiamo impostato il nuovo corso in modo da rendere il Pd trasparente e partecipato. Nel nostro partito sono sempre coesistite anime diverse. Abbiamo affrontato un congresso difficile, l’ultimo in Toscana, nell'ottica di dare il giusto spazio a tutte le componenti. Alla fine siamo riusciti a trovare un accordo che si esprime nell’articolazione dei vari organismi, dove si ritrovano tutti gli orientamenti. Le deleghe sono state assegnate anche in base alle competenze e alle attitudini dei singoli».

Un’operazione che però non è stata premiata: il centrosinistra è uscito sconfitto dalla prova delle urne in quello che era uno dei suoi feudi storici. «La sinistra attraversa un periodo di crisi a livello nazionale ed europeo – osserva Manenti – a livello locale, come prima ragione della sconfitta indicherei il rapporto col territorio perduto. È nostro compito ricostruirlo a poco a poco. Ci ha danneggiato senz'altro anche l'immagine di litigiosità interna: gli elettori non sono certo interessati alle beghe interne al partito. Certo il confronto, la dialettica democratica sono importanti. Ad esempio, se a Massa non avessimo fatto le primarie non saremmo nemmeno arrivati al ballottaggio. Fino a cinque anni fa la maggioranza del partito che esprimeva il sindaco e una parte del Pd stava in minoranza». —

IRENE RUBINO.

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