Il Tirreno

Morto a 41 anni nel deposito di marmo: un indagato per omicidio colposo

Alessandra Vivoli
La gru sotto sequestro nel deposito di viale Zaccagna (Foto Cuffaro). Nel riquadro la vittima Luca Savio
◗
La gru sotto sequestro nel deposito di viale Zaccagna (Foto Cuffaro). Nel riquadro la vittima Luca Savio

Potrebbe essere un compagno di lavoro. Lunedì l’autopsia. Intanto si indaga anche sui contratti dell’operaio ucciso

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. C’è una svolta nella tragica vicenda dell’operaio di 41 anni, Luca Savio, morto colpito da un blocco - durante una manovra di calzatura prima della movimentazione - nel deposito FC Autogru di viale Zaccagna.

La Procura (il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta è la dottoressa Roberta Moramarco) ha iscritto un nome nel registro degli indagati, nel fascicolo aperto subito dopo l’infortunio mortale, con l’ipotesi di omicidio colposo. Non si esclude che possa essere uno dei compagni di lavoro. E ieri nel primo pomeriggio, sempre dalla Procura, è stato dato l’incarico al medico legale che si occuperà dell’esame autoptico sulla salma di Luca Savio. Solo una volta effettuata l’autopsia arriverà il nulla osta per i funerali.

Un lutto pesante. Una tragedia sul lavoro ma anche una vicenda complessa con molti punti su cui fare chiarezza. Alla luce di tutto questo i familiari di Luca Savio si sono rivolti agli avvocati e saranno rappresentati, come parti offese il padre, la madre, la compagna, la figlia di 14 mesi e il fratello.

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.17058709:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/carrara-muore-travolto-da-un-blocco-di-marmo-il-racconto-della-tragedia/105704/107293]]

Un atto dovuto per avere una difesa tecnica nelle prime fasi giudiziarie in merito alla vicenda. Un altro aspetto su cui fare chiarezza, in merito alla tragica morte di Luca Savio, riguarda i contratti di lavoro che lo legavano alla ditta FC Autogru. Un primo contratto, dal 22 marzo al 31 dicembre scorso e un secondo contratto, molto più breve, di soli sei giorni (per un totale di 250 euro), quello che ha preso avvio all’inizio di questa settimana, solo due giorni prima dell’incidente costato la vita all’operaio quarantunenne.

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.17058710:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2018/07/14/news/morto-colpito-da-un-blocco-di-marmo-era-un-ragazzo-sensibile-viveva-per-la-sua-bambina-1.17058710]]

Quello su cui si stanno concentrando gli indagini sono, da un lato, la natura e le motivazioni di un contratto di così breve durata. Ma si sta anche cercando di capire se il lavoratore morto mercoledì mattina, avesse continuato a lavorare, anche fuori dai periodi contrattualizzati, all’interno dell’azienda di viale Zaccagna. E su questo ultimo punto si stanno sentendo molti testimoni anche se, come del resto avevano sottolineato fin da subito i rappresentanti sindacali, quello che sarà necessario abbattere è il muro di omertà che si erge di fronte a situazioni su cui invece sarebbe necessaria la massima chiarezza.

Non sono stati ancora tolti i nastri a strisce bianche e rosse dall’area dove si è verificato l’incidente mortale. E resta sotto sequestro, da parte della Procura di Massa Carrara, anche la gru che, al momento della tragedia, stava movimentando i blocchi nel piazzale di viale Zaccagna. I rappresentanti del servizio prevenzione e sicurezza della Asl, intanto, hanno redatto un fascicolo in cui viene ricostruita la dinamica dell’incidente. E un ruolo fondamentale lo avranno, nei prossimi giorni, i testimoni che saranno sentiti in Procura.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web