Sicurezza
Mencarelli alla vicepresidenza: «Io votata secondo le regole»
Sui voti avuti dal centrodestra: macché stampella. Mai fatti accordi E la Nardi: ingerenze della maggioranza. Ci dovremo abituare a vedere di tutto
MASSA
È il giorno dopo. Quello in cui il confronto consiliare si traduce in analisi, osservazione, critica. Così a 24 ore dalla prima seduta consigliare, la sinistra contesta l’elezione di Stefano Benedetti alla presidenza del consiglio comunale e il partito comunista chiede al sindaco di revocare quell’elezione ricordando che Benedetti «non ha rinnegato il suo essere fascista ed è stato condannato per diffamazione» ai danni di Fabrizio Brizzi. Ma nel mirino c’è anche l’elezione di Luana Mencarelli come vicepresidente della minoranza. Luana Mencarelli, candidata a sindaco dei 5 Stelle, conquista la vicepresidenza con 25 voti (5 Agostino Incoronato, proposto dal centro sinistra). Non soltanto quelli della minoranza di cui è espressione, quindi, ma pure quelli della maggioranza che un suo vicepresidente l’ha eletto, nella persona di Matteo Bertucci. A votare per la vicepresidenza della minoranza, infatti, è l’intero consiglio comunale e non, appunto, la sola minoranza. «Così - spiega la pentastellata - prevede il regolamento del consiglio comunale. E quel regolamento l’ha approvato nel 2017 chi adesso vorrebbe che le cose andassero in altro modo. Io non sono stata proposta da altri e di altri non sono espressione, mi sono autocandidata». Luana Mencarelli ipotizza che il centro sinistra volesse non soltanto far votare esclusivamente la minoranza, ma anche rimandare la votazione ad altra seduta: «I 3 menchiniani hanno dichiarato il loro voto per me. Quei 3 voti, aggiunti ai 2 dei 5 Stelle, ci avrebbero portato in parità perché dei sette consiglieri di centrosinistra, due (Alessandro Volpi e Giovanni Giusti) erano assenti. Per questo - conclude - tentavano di posticipare la votazione, perché la vicepresidenza potesse essere di Incoronato con sette voti a cinque».
Votata dall’intero consiglio e dalla maggioranza, Luana Mencarelli, ma non - e lei ci tiene a spiegarlo - stampella del centrodestra. E se il 24 giugno - a dirlo sono i numeri - i 5 stelle hanno votato per Francesco Persiani, non è stato «per un nostro condizionamento perché noi - ribadisce la vicepresidentessa del consiglio - abbiamo lasciato liberi gli elettori. Non abbiamo fatto accordi o apparentamenti. Non mi sento stampella e non sono maggioranza».
E se l’onorevole democratica Martina Nardi nota che «è prassi democratica che la maggioranza non faccia ingerenze sulle scelte della minoranza, ci dovremo abituare a vedere di tutto» e sottolinea «una pericolosa vicinanza tra la maggioranza e una parte della minoranza», la Mencarelli invita il partito democratico ad un ’analisi sulla sconfitta, « a vedere le ragioni interne al partito, piuttosto che quelle esterne». Poi un impegno perché la pentastellata in consiglio c’è già stata, negli ultimi 5 anni, ed è certa di di aver dimostrato «rispetto delle regole e correttezza. Non sono stata né fascista, né comunista - replica a chi la vede allineata con il centro destra - sono sempre stata impegnata per i cittadini. E se ho condiviso atti dell’allora maggioranza, li ho coerentemente votati. Come è nel ruolo di chi presiede il consiglio - conclude - mi ispiro ai principi di imparzialità. Il presidente e i vicepresidenti devono essere superpartes e a questo principio mi ispirerò». —
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