Il Tirreno

l’udienza di ieri 

Processo Casonato, sì al rito abbreviato In caso di condanna la pena sarà ridotta

di Libero Red Dolce
Processo Casonato, sì al rito abbreviato In caso di condanna la pena sarà ridotta

La figlia di Piero, recentemente riconosciuta dal tribunale, sarà parte civile. Chiesta e ottenuta perizia psichiatria su Marco

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MASSA

Il gup Ermanno De Mattia ha accettato la richiesta di rito abbreviato per Marco Casonato che significherebbe, in caso di condanna, la riduzione di un terzo della pena per l’uomo accusato di avere ucciso suo fratello Piero. E non è l’unica novità stabilita nell’udienza di ieri. Il giudice ha anche ammesso la costituzione come parte civile della compagna Anna Maria Dentini e della figlia recentemente riconosciuta di Piero, Alessandra Casonato.

Un buon risultato quello ottenuto dal nuovo avvocato di Casonato, il quinto, Riccardo Balatri(nella foto in basso a destra). Oltre all’ammissibilità del rito abbreviato condizionato, una serie di altri elementi entreranno nel processo al professore di psicologia accusato di avere ucciso il fratello dopo una discussione all’interno di villa Massoni. I due erano coproprietari della villa, del quale il fratello Piero era il legittimo custode e in contrapposizione da tempo perla gestione dell’eredità .

Il primo dei nuovi elementi che il giudice De Mattia ha deciso di acquisire è una mail. Un testo, che data alla mattina dell’omicidio, inviato da Marco Casonato a un assessore della scorsa amministrazione massese. Nel documento il professore lamentava l’illegittimità di una serie di lavori che il fratello, custode del bene, aveva effettuato. Lavori che a quanto pare Marco Casonato si riprometteva di documentare con del materiale fotografico. Quello che secondo la tesi difensiva sarebbe andato a recuperare qualche ora più tardi nella villa. Anche se il finale fu tragicamente diverso.

La linea della difesa è che quella che avvenne a villa Massoni fu un’aggressione deliberata nei confronti di Marco Casonato. E che dunque, lungi dal volere investire il fratello, l’uomo si sia difeso da una violenza. Il giudice chiede comunque di valutare la ricerca di un movente.

Il secondo passo fatto durante l’udienza è quello di acquisire la consulenza del perito di parte, l’ingegnere Fabio Bernardini. Il lavoro di quest’ultimo infatti critica la ricostruzione fatta dal perito della procura, il professor Vangi. Troppo pochi gli elementi considerati, soltanto alcune foto dell’auto nello specifico, per stabilire che la manovra di Casonato fosse fatta per investire e uccidere il fratello. Troppe le cose non considerate, si sostiene, traiettoria, segni sull’asfalto e quant’altro.

Da ultimo c’è il capitolo su quelli che sono i testimoni diretti della vicenda. E cioè una serie di operai, assunti da Piero Casonato. Riguardo all’attendibilità delle loro testimonianze infatti la difesa conta di poter dimostrare la presenza di una serie di incongruenze e contraddizioni nelle dichiarazioni rese all’autorità

Intanto da qualche giorno il tribunale di Firenze infatti ha riconosciuto la legittimità della figlie di Piero, alla quale Marco aveva scritto, sperando che fosse lei a ottenere l’eredità. La prossima udienza si terrà il 18 luglio e in quell’occasione sarà conferito al professor Rocci da Genova l’incarico di una perizia psichiatrica sul collega in carcere. —

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