Gioco
«Per mio fratello quello era il suo lavoro, quello che amava»
Il cordoglio composto dei parenti in obitorio la richiesta di chiarezza della politica. Nardi (Pd): un vertice in prefettura
CARRARA. «Quello per mio fratello era il suo lavoro. Il lavoro che amava. Non so che contratto avesse, non voglio parlare di questo».
Ha poche cose da dire Simone Savio, il fratello di Luca, l’operaio di 41 anni morto nel deposito di movimentazione blocchi in viale Zaccagna.
Simone è arrivato, insieme a altri parenti e amici, nel primo pomeriggio di ieri nell’obitorio di Carrara.
«No, non ce lo fanno ancora vedere, nemmeno oggi»: questo il messaggio ai parenti in attesa, fuori dal portone di legno massiccio dell’obitorio.
Poi poche dichiarazioni ai cronisti, la voglia di non entrare nel merito della vicenda contrattuale del fratello, la richiesta di rispetto per la sua morte.
Simone poi raggiunge i parenti, in un dolore e in un silenzio composto quello che si respira nel cortile dell’obitorio. Fuori da quei cancelli è anche la politica a chiedere politica chiede chiarezza su quanto è successo a Luca Savio.
Nardi. chiarezza sull’assunzione così breve. «Nessuna commessa tanto urgente può giustificare una assunzione tanto breve. Lavoro precario o lavoro nero? Questa è la grande domanda difronte alla tragedia di Marina di Carrara». . La deputata del Pd Martina Nardi inizia così il suo intervento, riflettendo sulle motivazioni della morte di un altro operaio del settore lapideo.
«Che motivo c’era perché una azienda assumesse per così poco tempo un lavoratore? Un grosso e veloce lavoro ? Un carico eccezionale? Queste domande non sono eludibili . Spesso si fa ricorso al precariato per aumentare i lavoratori per un breve periodo in cui ci sono consegne eccezionali, ma gli operai che mercoledì stavano lavorando alla manovra “assassina” erano solo due e non tre come previsto dalle norme». La Nardi si chiede quindi «quale commessa era così urgente da sostanziare una assunzione così breve? Credo che oltre alla magistratura, che sono certa svilupperà questi temi, la politica territoriale dovrebbe chiedere un vertice in prefettura con Inail e Inps per chiedere una Commissione d’inchiesta, non limitando il controllo alla azienda interessata ma allargando il campo d’azione a tutte le società che negli ultimi tempi hanno fatto ricorso a forme di lavoro così particolari, escludendo chiaramente quelli stagionali». —
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