Sicurezza
Morire a 41 anni per 250 euro e un contratto di sei giornate
Luca Savio era stato riassunto dalla Fc Autogru di Marina dopo un vuoto contrattuale di sei mesi
CARRARA
Morire per 250 euro. Per un contratto di lavoro di sei giorni come “conduttore di gru e di apparecchi di sollevamento” in un piazzale pieno di blocchi, a due passi dal mare.
Luca Savio aveva 41 anni e un passato fatto di esperienze di lavoro diverse, dalla pizzeria - come cameriere - alla nautica, dove ha lavorato a più riprese come resinatore. E ancora gruista, la professione che Luca Savio amava di più ma in cui veniva impiegato, con tanto di contratto ufficiale, solo a singhiozzo e spesso in aziende diverse.
L’ultimo rapporto lavorativo per Luca Savio è fatto di due contratti di lavoro, regolarmente depositati. Uno di 9 mesi (dal 22 marzo al 31 dicembre del 2017).
Un “buco” di sei mesi e un altro contratto, dal 9 al 14 luglio: per soli sei giorni per la stessa azienda la Fc Autogru di Maurizio Ferrari (amministratore unico la 22enne Ginetta Ferrari).
Nel frattempo Luca, nel maggio dello scorso anno, era diventato padre di una bambina, ma la sua condizione di lavoratore precario non era cambiata.
A inizio del mese, questo mese, era arrivato il contratto di una settimana (domenica esclusa) per caricare container nel piazzale della Fc Autogru di viale Zaccagna.
Luca Savio, era stato assunto, o meglio riassunto, per soli sei giorni dall’azienda con sede legale a Castelnuovo Magra. Una ditta che non commerciava marmo (infatti non risulta iscritta all’associazione industriali e neppure a Cna) ma si occupava di caricare per conto terzi blocchi di marmo e informi.
Alle spalle un curriculum fatto di impieghi diversi: uno degli ultimi come cameriere nella pizzeria “Il Tagliere” a Marina di Carrara.
Poi si era aperta l’esperienza con l’azienda Fc Autogru: un primo contratto, un periodo di vuoto, e quell’ultima e sola settimana interrotta tragicamente.
In viale Zaccagna Luca Savio lo ricordano in molti ai bar dove andava a fare colazione con il suo titolare, Maurizio. Lo hanno visto per mesi. E sono stati i primi, i locali vicino al deposito, a sapere della tragedia.
Luca è stato colpito da un blocco di marmo. Un informe che si è spostato di una trentina di centimetri e ha preso l’operaio 41enne in pieno petto. Una sorta di spallata, uno schiaffo che ha provocato l’arresto cardiaco e la morte.
La ricostruzione della dinamica, conferma l’ingegnere del servizio prevenzione e sicurezza dell’Asl, Maura Pellegri è tutta nel fasciolo finita sul tavolo del procuratore titolare dell’indagine, la dottoressa Roberta Moramarco. «Sto visionando gli atti» ha confermato la pm: fino a ieri non c’era alcun nome iscritto nel registro degli indagati, ma sembra davvero questione di ore.
I nodi da sciogliere sono due: da una parte la ricostruzione dell’incidente. Partendo dalle prescrizioni che, in proposito, ha messo nero su bianco proprio l’Asl. Scorrendole, ad esempio, si legge che per quel che riguarda il blocco informe (in termini tecnici il blocco la cui conformazione non è stata ridotta ad una forma geometrica regolare) per l’operazione di calzatura (inserimento di zeppe o spessori di legno tra il materiale e la superficie di appoggio) e movimentazione sarebbero necessari due addetti e un manovratore.
L’altro nodo importante da sciogliere, forse il più importante di tutta questa tragica vicenda, è capire quale fosse la posizione contrattuale di Luca Savio anche nei mesi precedenti all’incidente. E, soprattutto, se fosse una prassi normale assumere operai per una sola settimana di lavoro. Per 250 euro.
Un aspetto, questo legato alla contrattualizzazione dell’operaio morto colpito dal blocco che stava caricando, di cui si stanno occupando anche i sindacalisti che nei prossimi giorni hanno già annunciato un punto e una presa di posizione sulla precarietà dei lavoratori del marmo e sulle modalità di contratti per tempi così ridotti e brevi. Ma a cui un padre di famiglia non poteva permettersi di rinunciare.
Intanto ieri per Carrara è stato giorno di lutto: annullato il concerto alla Padula e anche la presentazione del Rapporto economia dell’Istituto studio e ricerche della Camera di commercio. —
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