Sicurezza
Benedetti presidente del consiglio Il Pd: è inadatto, è un ex fascista
Primo scontro in aula, la grana della presunta ineleggibilità di un consigliere e l’assenza di Alessandro Volpi
MASSA. Non sarà una consigliatura tranquilla. Lo si intuisce già dai primi momenti del primo consiglio comunale dell’era Persiani e del centrodestra. Il pubblico più claque che spettatore, ad esempio, è un ’indicazione. Così come le prime schermaglie tra maggioranza e minoranza. Un altro segnale: la maggioranza sceglie di sedersi a destra della giunta, per rimarcare il suo carattere di destra. Tradizionalmente la disposizione era al contrario: i tempi sono cambiati, è il messaggio.
Ma a colpiscono anche le assenze. Vistosa quella di Alessandro Volpi, il candidato sindaco sconfitto. Dovrebbe essere il capo dell'opposizione ma ha deciso di non presentarsi. Un segnale anche questo. Volpi con ogni probabilità si dimetterà; sarà sostituita da Giovanna Santi, battagliera esponente della ex maggioranza, prima dei non eletti della lista Volpi. L’altro banco vuoto nelle file del centrosinistra è quello di Giovanni Giusti “Gioietta” che sarebbe consigliere anziano e quindi presidente provvisorio del consiglio comunale. Giusti ha mandato un certificato medico, la presidenza va perciò a Gabriele Carioli (del Pd).
C’è subito una “grana” in aula: il reclamo presentato da una candidata di Fi, Roberta Reina secondo cui Sergio Bordigoni, eletto per Forza Italia sarebbe ineleggibile. Perchè, in quanto componente del consiglio di amministrazione di Evam – società controllata dal Comune – non avrebbe presentato in tempi utili le dimissioni da quell’incarico. Cosa che in base alla legge che norma gli enti locali, è, appunto una causa di ineleggibilità. Tocca al dirigente Massimo Tognocchi, facente funzioni di segretario, affrontare la questione. Tognocchi riferisce che Bordigoni aveva inviato una lettera di dimissioni in aprile (dunque in tempi utili) al cda e che ci sono precedenti in base ai quali il consiglio comunale può comunque proseguire. L’aula è piena di avvocati, a cominciare dal sindaco e da Sergio Menchini, che è pure docente di Diritto. Uilian Berti (Sinistra progressista) sostiene che il consiglio non può svolgersi se c’è un sospetto di ineleggibilità. Ma la grana si risolve non in punta di diritto bensì con Bordigoni che abbandona l’aula e un voto con cui si danno 10 giorni di tempo per chiarire meglio la questione. I lavori possono andare avanti.
Il primo vero scontro però è sull’elezione del presidente del consiglio comunale. Il centrodestra propone Stefano Benedetti, decano del consiglio, eletto in Fi, un passato fascista che non ha mai rinnegato. «Benedetti: non è adatto a ricoprire questo incarico, per le sue affermazioni anche recenti che non rinnegano il fascismo; per le sue tante iniziative “estremiste”, come le ronde», attacca Stefano Alberti (Pd). Gli risponde Nicola Martinucci «Siamo nel 2018, vorrei ricordarlo alla sinistra». Come dire, il fascismo è sdoganato. Alessandro Amorese, Fratelli d’Italia, dice di più: ricorda che Benedetti ha la esperienza giusta, conosce le regole e «soprattutto viene dalla destra che per anni ha subito. E non dimentica l'appartenenza». Alla prima votazione (segreta), Benedetti non passa: si ferma a 20 voti, mentre ne occorrono 22 (due terzi su 29 presenti). Alla seconda votazione, si ferma a 19. Alla terza passa, con 22. Evidentemente, ci sono due voti che prima mancavano. Arrivati dalle file di Menchini, si intuisce o forse uno dal sindaco che nelle precedenti votazioni aveva votato bianca e di un altro. Benedetti esulta, poi si calma e fa un discorso ecumenico. Dice che sarà il presidente di tutti e che rispetterà i diritti di tutti a prescindere dal colore politico e delle ideologie Infine, l’elezione dei vicepresidenti. Matteo Bertucci, avvocato, passa per il centrodestra con 20 voti. Poi, la maggioranza sceglie anche il vicepresidente in quota alla minoranza: Luana Mencarelli dei 5 Stelle, che prende 25 voti, contro i 5 di Agostino Incoronato, proposto dal centrosinistra. Una nuova stagione è iniziata. —C.F..
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