Toscana
Alcol test oltre i limiti ma in tribunale si salva: "È colpa del collutorio"
È successo in Lunigiana: la donna aveva trascorso la serata a una festa e mentre tornava a casa con l'auto è finita nel giardino di una famiglia
LUNIGIANA.Passa la serata a una festa, finisce con l’auto nel giardino di una famiglia e si difende dall’alcol test dei carabinieri con un tocco creativo: «Ho bevuto del collutorio prima di partire». E in tribunale le danno ragione. Succede a una signora dopo una serata passata a festeggiare un compleanno con gli amici. Si mangia, si chiacchiera, si beve qualche bicchiere. E alla fine ci si alza da tavola per rimettersi alla guida. Così anche la signora si avvia. Nel tragitto fino all’abitazione non fila tutto dritto perché a un certo punto la signora perde il controllo, sbanda e si ritrova nel giardino di una villetta. Parcheggio perfetto, se non fosse casa di estranei. Che non gradiscono troppo la visita. E così, passata la sorpresa per quell’auto tra i cespugli, chiamano i carabinieri.
All’arrivo dei militari la signora, che si è ricomposta e per fortuna non ha riportato nessuna ferita, deve fare l’alcol test. È la procedura. Il risultato non è quello sperato. Il contatore schizza alle stelle, supera il limite della sanzione amministrativa e persino la seconda soglia, quella cioè a 1,5. C’è la revoca della patente. La signora nicchia, tentenna. Poi ammette: «Sì, ho bevuto Tantum verde. Sarà colpa di quello». La patente se ne va. In tribunale però, grazie ai buoni uffici dell’avvocato Stefano Filippi, la cosa si fa concreta. Vengono prodotti certificati medici sul fatto che la donna è in cura odontoiatrica, che deve usare il colluttorio. Il medico sentito conferma tutto. E il collutorio in auto c’era. Conclusione? Il caso viene derubricato alla lettera b, cioè la soglia dove c’è la sospensione e non la revoca. Un successo per la difesa. E il motto si sparge: bevete collutorio, ma con prudenza.
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