Il Tirreno

Processo carabinieri 

Sentito l’ultimo testimone Conferma le accuse ai militari

Libero Red Dolce

Un marocchino ascoltato riguardo a un episodio di aggressione in albergo L’uomo ha sostanzialmente confermato quanto dichiarato

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aulla

Ultimo incidente probatorio ieri in aula per il processo che riguarda le indagini sui carabinieri di Aulla e le presunte violenze in caserma. L’ultimo a essere ascoltato di fronte al gup Fabrizio Garofalo è Mahrach Housine, uno dei testimoni fondamentali nell’accusa contro i militari.

Difeso dall’avvocato Paolo Bonanni, del foro di Genova, l’uomo ha sostanzialmente confermato gran parte delle sue dichiarazioni rese di fronte al pm Alessia Iacopini, titolare dell’inchiesta. Sostanzialmente due gli episodi importanti: un’irruzione in una stanza di albergo da parte di alcuni carabinieri, guidati dal brigadiere Alessandro Fiorentino, difeso da Gianpaolo Carabelli, durante la quale Housine denunciò di essere stato aggredito e percosso. E poi alcune minacce che Fiorentino, insieme al collega Amos Benedetti, gli avrebbero fatto sotto casa qualche tempo dopo quell’episodio.

Tante le domande degli avvocati difensori dei carabinieri coinvolti nel processo, volte, com’è normale, a cercare contraddizioni, errori e lacune nella testimonianza dell’uomo.

Per il primo episodio Housine racconta di avere aperto la porta della stanza dall’albero ai carabinieri allertati dalla proprietà e che il solo Fiorentino avrebbe varcato la soglia per poi colpirlo al petto con un pugno dopo aver alzato un braccio. Gli altri tre carabinieri, Flavio Tursi (difeso da Giulia Feliciani), Andrea Tellini e Giovanni Farina ha riferito che sono rimasti sulla porta. Ha spiegato di essere andato a terra anche perché si trovava scalzo e con i piedi bagnati, perché era appena uscito dalla doccia. E così ha battuto la testa ferendosi sullo stipite.

Ha nuovamente ritrattato la sua prima deposizione sui fatti successivi all’episodio in camera. Nella prima deposizione alla pm Iacopini aveva detto che Fiorentino, nel tragitto dall’albergo alla caserma, lo aveva condotto in un vicolo dandogli degli schiaffi. Si era successivamente presentato dalla pm per ammettere di averlo inventato, per via del rancore. Ribadendolo ieri in aula, il gup non ha potuto che constatare che ci sono gli estremi per un procedimento per calunnia nei confronti di Housine.

Sui fatti n caserma ha spiegato di essere svenuto dopo una discussione con Fiorentino, che stando a quanto lui dice, lo avrebbe minacciato: «Hai commesso un oltraggio alla giustizia». Lui però svenne, come spiega, battendo la testa contro una segreteria.

Un particolare curioso. Housine in aula ha anche detto di non avercela con i carabinieri, raccontando in un suo episodio giovanile quando in un posto di blocco fu fermato e redarguito in maniera ferma dal militare, anche con due ceffoni. «Paterni», li ha definiti.

Fissata un’ulteriore udienza al 25 luglio, per verificare reati collegati. Alcuni testi infatti saranno indagati. Poi il gup deciderà sul rinvio a giudizio. —

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