La protesta
La colonia Torino dopo 80 anni Storia di un gioiello dimenticato
L’edificio porta la firma di due grandi architetti. Fu inaugurato nell’ottobre 1938 Adesso è chiuso anche l’ostello Turimar. La Pardini: aprire non era conveniente
MASSA
Sono passati ottant’anni dall’inaugurazione della Colonia Torino. Tanti ne sono trascorsi da quel giorno dell’ottobre 1938 in cui l’edificio spalancò le sue porte per la prima volta. L’ingresso lato mare per l’occasione era addobbato a festa, e quel mattoncino che forse un po’ stona con l’intonaco giallo della struttura principale, allora andava di moda: gli architetti Ettore Sottsass senior, fondatore del Movimento italiano per l’architettura razionale, e Alfio Guaitoli vincevano bandi su bandi in tutto il paese per realizzare edifici come quello, dal tocco rigido, ordinato e decisamente sobrio, in contrapposizione con la vastità del suo volume.
Quel giorno oltre all’inaugurazione, si svolse anche l’intitolazione della colonia al decimo anniversario della marcia su Roma. Il complesso era voluto dai Fasci di Torino e doveva conservarne la memoria: “Gioventù italiana, Colonia Torino”. Mancano alcune lettere ma ancora oggi, a distanza di 80 anni, si può intuire il significato di quell’insegna malridotta. La colonia che un tempo accoglieva centinaia di figli di operai, oggi da ospitalità a una colonia di gatti, una decina stanziano nel retro della struttura. Tutto cade a pezzi. E cadono anche i pini nel giardino del complesso, come notano i residenti del comitato Bondano, Partaccia e Ricortola. E il presidente del comitato, Ivo Zaccagna, chiede che si intervenga anche per risolvere questo problema, che nel 2008 ha provocato il ferimento di due persone che stavano percorrendo via delle Pinete a bordo della propria auto. «Serve la messa in sicurezza di questa zona, che rientra nel progetto di riqualificazione - dice Zaccagna - Dopo l’alluvione del 2012 da queste parti i prezzi catastali sono crollati, la sistemazione delle colonie permetterebbe a residenti e a chi vuole investire in questa zona di tirare un respiro». Riqualificare le colonie, chiedono i residenti della frazione. Soprattutto dopo la chiusura dell’ostello che occupava una parte - ancora utilizzabile - della colonia: «Non era più conveniente restare aperti e non sappiamo dare una data di riapertura» spiega Teresa Pardini, amministratrice delegata di Turimar, la società partecipata che ha a capo la colonia Torino e la colonia Olivetti. L’ostello Turimar lo scorso anno chiude quella manciata di camere da letto che servivano «per dare un segnale al territorio di continuità», in altri termini per mostrare che, seppur non interamente, dentro il complesso c’erano segnali di vita. Con la chiusura dell’ostello anche l’ultimo battito cardiaco ha smesso di scandire il tempo: «La passata amministrazione ha ricevuto le nostra osservazioni - spiega Teresa Pardini - sono state accettate le nostre condizioni, ora nel regolamento urbanistico c’è scritto che possiamo contare su un 25% di area da destinare ad uso residenziale. Però vorremmo capire il proseguo. Non so come intende andare avanti questa amministrazione e al momento non abbiamo alcuna certezza». —
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