Il Tirreno

in corte d’appello a genova 

Frana Lavacchio, sentenza ribaltata Condannati in tre per omicidio colposo

Libero Red Dolce
Frana Lavacchio, sentenza ribaltata Condannati in tre per omicidio colposo

In primo grado furono mandati tutti assolti. Decisiva la nuova perizia che riconosce responsabilità in chi doveva controllare

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MASSA

Si ribalta tutto in corte d’appello per la frana di Lavacchio: i colpevoli ci sono. Si tratta di Giuliano Arrighi, capo settore dei lavori pubblici della Provincia, Mauro Alberti, responsabile servizio strade, Antonio Cirillo, il professionista che ha certificato i lavori. Per loro condanna a due anni per omicidio colposo plurimo con sospensione delle pena. Assolti invece li altri tre imputati: Libero Ballerini, capo cantoniere, Nicola Rossetti, responsabile servizio di costa e il titolare della ditta, Paolo Busticchi..

Una sentenza che non riporta indietro Nara Ricci e il suo piccolissimi Mattia, soffocati dal fango venuto giù mentre erano abbracciati nel lettone. Ma per chi li ha amati, per il papà e marito Antonio Guadagnucci, c’è almeno la certezza che i suoi Nara e Mattia non sono stati strappati via dal fato. Ma per una negligenza umana. Come lui ha sempre ripetuto.

La sentenza riforma in maniera quasi totale quanto deciso in primo a grado a Massa dal giudice Giovanni Sgambati nel dicembre 2015. I legali della famiglia, Giovanna Daniele e Mirco Battaglini, in quell’occasione fecero coraggio ai loro assistiti. Ci sarà un appello. E così è stato.

Inoltre nella sentenza della corte d’appello c’è un altro particolare piuttosto inconsueto, per così dire, per un processo d’appello. Durante infatti il procedimento è stata fatta una nuova perizia. «Un evento piuttosto eccezionale», come conferma l’avvocato Daniele.

Nella prima perizia, effettuata nel corso del primo processo, l’esperto decise che l’evento eccezionale, quali furnono giudicate le piogge di quei giorni, interrompevano il nesso causale e dunque mettendo al riparo da ogni responsabilità chi aveva deciso, fatto e programmato i lavori in quel punto.

Tante volte però le parti civili, Guadagnucci stesso, avevano ripetuto che la frana si era staccata prima della bomba d’acqua, quell’evento che secondo i modelli matematici tirati in ballo dalla perizia si sarebbe ripetuto una volta ogni 234 anni.

La nuova perizia, eseguita dal geologo Alfonso Bellini, ha ritenuto invece l’evento non eccezionale. Andando a individuare una serie di pecche, fatali, che hanno poi portato alla terribile tragedia. In particolare il lavoro del perito si è concentrato sulla cattiva manutenzione della strada e sulla cattiva regimentazione delle acque, che fecero sì che l’acqua piovuta non defluisse andando poi a provocare l’evento.

Una giornata intensa quindi quella vissuta dai familiari di Nara e Mattia. Dal 2010 aspettano giustizia e la sentenza di primo grado, con le assoluzioni per tutti e l’assenza di ogni responsabilità, fu una mazzata per tutti.

La discussione si è protrattta dalle 9.30 fino alle 14.30, quando poi è stata letta la sentenza di condanna.

Molto corpose anche le provvisionali che dovranno essere corrisposte ai familiari: 500mila a testa per Guadagnucci e sua figlia Michela, 100mila euro alla madre di Nara, Ilia Ricci e 50mila euro alle sorelle, Cinzia e Angela Ricci. —

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