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L’ambulanza senza medico promossa dagli infermieri

L’ambulanza senza medico promossa dagli infermieri

Dal primo luglio alla Partaccia attivo un servizio di soccorso senza dottori a bordo  Morena Fruzzetti (Opi): scelta “appropriata”. Dure critiche della Federazione medici

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massa. Dal primo luglio in località Partaccia è stata attivata un’ambulanza infermieristica, ossia una struttura di soccorso dove operano infermieri specializzati ma non medici. Sulla questione si è aperto un dibattito acceso. Per l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Massa Carrara la scelta è ok. Per l’Ordine dei medici no: sulle ambulanze ci deve essere un medico.

L’ambulanza infermieristica è una risorsa per i cittadini, «nel segno dell’appropriatezza, del gioco di squadra e dell’evoluzione delle competenze professionali», scrive la presidente Opi Massa- Carrara Morena Fruzzetti. «Nello specifico – prosegue – risponde a un’esigenza di adeguamento all’evoluzione scientifica, tecnologica ed organizzativa della Sanità, per una migliore pianificazione e coordinamento dell’attività di emergenza territoriale. Si tratta di una scelta che ha radici extra-nazionali, dettata dalle raccomandazioni del Consiglio d’Europa in materia, che già altri Stati europei e extra europei hanno da anni fatto propria con indubbie ricadute positive per i cittadini. Nei sistemi 118 più evoluti d’Italia, in particolare in Lombardia e in Emilia, questo modello funziona con ottimi risultati da molti anni».

La Regione Toscana prevede che con questo mezzo sanitario si possa fornire soccorso avanzato nei codici intermedi e - quando necessario - nel sostegno delle funzioni vitali, attraverso l’esecuzione di manovre salvavita e di stabilizzazione del paziente, in base a protocolli definiti dalla Regione e dalla Centrale 118 basati su linee guida internazionali, come prevede la legge.

«La tempestività di un soccorso qualificato, che riduca al minimo l'intervallo di tempo fra il momento dell’evento (malore, trauma…) e l'inizio della terapia – dice ancora l’ordine degli infermieri – , comporta un notevole risparmio di morti evitabili e di invalidità permanenti. Ricordiamo che il medico sul territorio è sempre presente e si muove più velocemente con l’automedica, insieme ad un

infermiere specializzato. Auspichiamo l’estensione di questo servizio con medico e infermiere per l’area di Massa-Carrara alle 24 ore giornaliere e l’implementazione del servizio di ambulanza infermieristica, che non si limiti a periodi sperimentali ma sia prevista per tutto l’anno».

La posizione dell’Ordine nazionale dei medici è però ben diversa. “No ad ambulanze senza medici e infermieri a bordo. No a una de-medicalizzazione del 118, che, secondo gli studi presenti in letteratura, fa drasticamente diminuire le possibilità di sopravvivenza dei pazienti critici che attivano il sistema dell’emergenza. La diagnosi e la terapia sono competenza del medico e hanno un documentato valore salvavita». Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli , ha affermato, al termine di un incontro a Roma presso la sede della Fnomceo con Mario Balzanelli , presidente della Società Italiana Sistema 118 (Sis 118), per fare il punto sullo stato di salute del Sistema di Emergenza Territoriale in Italia.

“Celerità, efficienza, efficacia – sostiene ancora la Fnomceo – sono le caratteristiche che deve avere un buon sistemadi emergenza territoriale. In Italia, negli ultimi anni, il 118 è stato, invece, sistematicamente depotenziato. Prima attraverso la chiusura del 31% delle centrali operative; poi con la progressiva desertificazione della presenza a bordo dei mezzi di soccorso del 18 di personale sanitario medico – infermieristico». —



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