Sicurezza
Per De Pasquale arriva in pagella uno striminzito “seino”
La svolta auspicata per molti non è ancora arrivata Eventi e commercio i tasti dolenti, ma anche le cave
CArrara
Se fossimo a scuola, un terreno a lui particolarmente caro visto che è un insegnante, sarebbe promosso sì. Ma con una sufficienza risicata.
Almeno questo è quanto emerge dai pareri degli intervistati che, per Il Tirreno hanno dato i voti al sindaco (da 1 a dieci) alla fine del primo anno di mandato.
Solo un 7 pieno, poi tanti “seini” e qualche insufficienza. L’idea di fondo è comunque quella di dare fiducia al primo cittadino, che di certo - hanno fatto notare quasi tutti gli intervistati - non ha ereditato una situazione facile.
Ma, allo stesso tempo, quella che viene lamentata è la mancanza della “svolta” che i carraresi auspicavano di vedere realizzata fin dalle prime fasi dalla nuova amministrazione. E la mancanza di cambiamento è quella che ha dettato i voti più bassi.
«Non mi sembra ci sia stata, fino ad ora - dichiara Nicola Marchetti - la svolta che si aspettava la città di Carrara. Il mio voto quindi a questo primo anno di amministrazione è 5. E devo aggiungere che, personalmente, le ultime posizioni del sindaco in merito alla vicenda del nuovo integrativo, non mi sono proprio piaciute».
Anche per Cristina Bencivinni del bar Crema, nella centralissima via Roma, il sindaco De Pasquale non raggiunge la sufficienza ma si ferma sul 5.
«Per quello che mi riguarda - spiega Cristina - il sindaco ha lasciato la gestione del commercio in mano a chi non ha le competenze adatte per dare una svolta, la svolta che ci aspettavamo».
Sempre dal fronte degli operatori commerciali Lorenzo Baglioni accetta di dare un contributo alle pagelle del Tirreno con un “non voto”.
«Per l’operato di De Pasquale, fino ad oggi è senza voto - spiega - Non mi sento di dare alcun giudizio perché non ho percepito il suo lavoro. A livello di eventi estivi, ad esempio, non è cambiato nulla. Anzi. E per quel che riguarda il commercio mi sento di dire lo stesso. Quindi se dovessi fare una mia pagella sarebbe s.v. (senza voto)».
Per mister Vittorio Piccotti il sindaco De Pasquale, invece, merita la sufficienza.
«Io gli darei un 6 a questo primo anno di amministrazione - dichiara Piccotti - È troppo presto per dare voti più alti ma anche più bassi: insomma, lasciamolo lavorare».
Il commercialista Giorgio Dell’Amico si spinge oltre e alza la media di De Pasquale. Per lui il sindaco merita un 7: il suo è un giudizio secco, e netto proprio come il suo voto.
Più che sufficiente anche il giudizio di Massimo Musetti, commercialista e “iron man” abituato alle sfide estreme e ai podi.
«Io a De Pasquale mi sento di dare un 6 e mezzo, anche per incoraggiamento».
Un altro s.v. (senza voto) è quello di Tullio Gemignani storico custode di Palazzo civico. «Il voto a De Pasquale? È un bravo ragazzo ma per ore non mi sento di dare un voto».
Si ferma alla sufficienza, invece, il voto nella pagella del sindaco di Michele Massam titolare del negozio Renissance in pieno centro città.
«Il mio voto è 6 - spiega - e mi auguro che vengano fatte delle politiche in grado di portare un po’ più di giovani in città».
L’imprenditrice Margherita Dogliani, infine, accetta di fare la pagella del sindaco: «Il mio voto è un sei e mezzo - dice - Mi sembra presto per dare un giudizio completo dell’operato dell’amministrazione, un anno non credo sia sufficiente. Mi sento comunque di premiare la serietà del sindaco e questo giustifica il mio voto».
Insomma, il sindaco non è bocciato, ma, come abbiamo detto raggiunge un 6 stiracchiato. —
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