Il Tirreno

sabato IN PIAZZA BATTISTI 

Marbleland, le cave raccontate dalle voci dei protagonisti

L.B.
Marbleland, le cave raccontate dalle voci dei protagonisti

CARRARAOttanta ore tra interviste e testimonianze per un «laboratorio teatrale aperto ai cittadini» dedicato interamente alle cave e agli attori che gravitano attorno al mondo del lapideo. Si chiama...

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CARRARA

Ottanta ore tra interviste e testimonianze per un «laboratorio teatrale aperto ai cittadini» dedicato interamente alle cave e agli attori che gravitano attorno al mondo del lapideo. Si chiama “Marbleland” e andrà sul palco di piazza Cesare Battisti a Carrara sabato dalle 21,45 lo spettacolo che arriva da un progetto durato all'incirca un anno con ottanta ore di interviste e testimonianze a cura di Soledad Nicolazzi e dell'Osservatorio teatrale di Carrara con le musiche originali di Alessandra D'Aietti e l'elaborazione immagini a cura del collettivo “La fossa degli angeli” (collaborazione drammaturgica invece di Dalia Padoa). Il progetto – in collaborazione con Campsirago Residenza e con un Crowdfunding – ha debuttato al Festival delle Esperidi inoltre il 30 giugno scorso. Marbleland. Interviste e testimonianze «sbobinate», la voce di Soledad Nicolazzi ad accompagnare il pubblico e le musiche di Alessandra D'Aietti; al centro, invece, le cave, il marmo, i cavatori; per «un monologo appassionato e ironico che dà voce a cavatori, imprenditori, scultori, camionisti, ambientalisti e abitanti di una terra aspra e contraddittoria: le Alpi Apuane. Seguendo il filo della storia e della leggenda alla ricerca dell'oro bianco, una materia che un tempo si credeva inesauribile», scrivono gli organizzatori. Molte voci e una data, spiegano inoltre, quella del 7 luglio certamente non casuale per i carraresi per uno spettacolo, «che nasce dalla passione della ricerca e la fiducia nelle potenzialità di una materia che affonda le radici nel mito, il marmo bianco. E che non si arrende all'idea che quello esistente sia davvero l'unico modello di sviluppo e economia possibile. A Carrara come altrove. Per portare questa storia non solo alle persone che abitano ai piedi delle Apuane ma anche a tutti quelli che vivono lontano e che la terra del marmo l'hanno vista solo in cartolina». —



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