La manifestazione
Lite per un parcheggio e spunta un coltello Il caso finisce in aula
Dopo un contatto tra due auto rissa a Marina tra un ragazzo e un disabile, che aveva l’arma È stato denunciato ma dice di aver agito per difesa
MASSA. Uno scontro per uscire dal parcheggio diventa un diverbio prima verbale e poi fisico, spunta fuori un coltello e i protagonisti, dalla calma assoluta, si ritrovano a fronteggiarsi in tribunale.
È una sera di fine giugno a Marina di Massa, quattro anni fa. La brezza della sera ha dato respiro a una giornata di afa pesante, chi ha cercato sollievo nei locali o per una passeggiata in piazza Betti si avvia verso casa. Un anziano infila la chiave nella sua auto e prova a partire, ma il piede scappa e con un sussulto finisce per tamponare il mezzo posteggiato davanti. Subito scende un giovane. E in poco tempo succede un finimondo.
La vicenda va ricostruita seguendo le tappe del processo che si aprirà qualche mese dopo quella lite improvvisa in piazza. A finire al banco degli imputati è l’anziano, la parte civile è il ragazzo sceso dalla macchina dopo l’urto. E ieri in tribunale ha testimoniato uno dei tre poliziotti della questura intervenuti dopo il contatto tra i due uomini.
Quando è arrivata la volante la rissa era già finita, ha raccontato l’agente in aula, ma i due uomini erano ancora presenti sul posto. «L’uomo che aveva tamponato si era rifiutato di fare la constatazione amichevole - ha spiegato l’agente - mi è venuto incontro ed era lievemente ferito alle braccia e al mento. Niente di grave». Al pronto soccorso la prognosi fu di 8 giorni. Ma a stupire gli agenti fu il racconto degli amici dell’altra persona coinvolta nella rissa. C’era un coltello ed è stato nascosto, dissero agli agenti.
In effetti gli uomini della questura, in base alle indicazioni ricevute, furono in grado senza problemi di trovare l’arma nascosta in mezzo a un cespuglio. E il proprietario non nega di averla tirata fuori.
Anche lui, interrogato ieri dalle parti, ha spiegato: «L’ho estratto per paura, lui quando è sceso dalla macchina ha cominciato a urlare contro mia moglie, a dirle parolacce. Io allora sono sceso per difenderla, lui mi si è avvicinato e io gli ho detto che sono un invalido. Mi ha detto testualmente che non gliene importava nulla e poi mi ha colpito e fatto cadere a terra».
Seconda la sua ricostruzione solo allora avrebbe tirato fuori l’arma, con il manico in legno e una lama di 11 centimetri. «Lo avevo con me perché ero andato a funghi e l’ho tirato fuori perché avevo paura, ero insanguinato a terra. Ma subito mio cugino, che era con me, me lo ha tolto di mano. Volevo solo impaurirlo perché mi ero spaventato». In ogni caso, per l’uomo con il coltello partì la denuncia. E, nonostante lui dica di aver rifiutato il Cid perché «non c’era nessun danno», la sua assicurazione pagò 200 euro. Il 27 luglio ci sarà la discussione in aula. —
L.R.D..
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