Sicurezza
Infermiere sull’ambulanza, l’Asl si difende, Fi attacca
Il direttore della Centrale Operativa Alta Toscana 118 Andrea Nicolini: «L’automedica di Massa è vicina, altre esperienze simili hanno avuto successo»
MASSA-CARRARA. Continua a far discutere il caso della postazione del 118 alla Partaccia, dove l’ambulanza vedrà la presenza per due mesi dell’infermiere. L’Azienda Usl Toscana nord ovest, tramite il direttore della Centrale Operativa 118 Alta Toscana Andrea Nicolini, osserva: «Occorre ribadire che questo punto di primo soccorso rappresenta un rinforzo estivo, previsto per i mesi di luglio e agosto. Quest'anno è stato deciso di effettuare questo potenziamento del servizio con infermiere anziché con medico, anche in considerazione della vicinanza rispetto all'automedica di Massa e al fine di sperimentare, anche sul territorio di Massa e Carrara l'equipaggio con infermiere a bordo sulla scorta dell'ottima esperienza maturata sui territori di Lucca, già dal 2010, e Versilia, dal 2012».
Inoltre, aggiunge, «l’anno scorso questo tipo di organizzazione è stato attuato con ottimi risultati anche, come rafforzamento estivo, quindi in una situazione simile, a Marina di Pisa – Vecchiano». «Su questi territori - prosegue Nicolini - gli equipaggi infermieristici, grazie all'utilizzo di specifici protocolli regionali, sono ormai da tempo in grado di effettuare il soccorso e stabilizzare il paziente. Se necessario, ovviamente, è sempre disponibile la consulenza medica in centrale operativa e, se ritenuto opportuno in base alle esigenze, anche l'intervento in tempi rapidi, in rendez-vous, dell'automedica o dell'ambulanza medicalizzata».
Ma il capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti attacca: «Medici, infermieri e volontari sono insostituibili e non interscambiabili». E aggiunge: «Agosto (ma anche luglio), 118 mio non ti conosco: accade a Massa, alla Partaccia, dove dal 1° luglio e fino al 31 di agosto l’ambulanza partirà senza più medico a bordo, ma solo con l’infermiere». Scrive Marchetti, da tempo impegnato a contestare e possibilmente contrastare il «taglio strisciante dei servizi di 118 che sfoglia il sistema dell’emergenza-urgenza territoriale come un carciofo». «Il depotenziamento del mezzo di soccorso alla Partaccia a Massa – afferma Marchetti – è tanto più grave in quanto avviene proprio in coincidenza col picco dei flussi turistici, quando il bacino di utenza potenziale si amplia a dismisura. Medici, infermieri e volontari sono il perno del sistema d’emergenza urgenza territoriale – osserva Marchetti – e incarnano profili professionali insostituibili e non interscambiabili tra loro. Competenze e capacità di risposta al bisogno di diagnosi e cura in emergenza non sono certo sovrapponibili».
«Le Asl e la Regione – prosegue il Capogruppo azzurro a Palazzo del Pegaso – continuano ad asserire che mancano i medici, quando in realtà a scarseggiare sono i bandi per assumerli e molti professionisti finiscono per essere merce ghiotta per i sistemi sanitari delle altre regioni. Perdiamo il patrimonio di professionisti formati magari dalle nostre università, sul nostro territorio, attivi per anni in regime di precariato nei nostri ospedali e nella nostra rete di emergenza fino a vedersi costretti ad andare a lavorare altrove. E’ un fiasco del modello toscano di governance del settore». —
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