Sicurezza
A Con-vivere il lavoro è protagonista con Lerner e Di Vico
CARRARA Alla «precarietà dominante», al lavoro che muta, a oltre ottocento «mestieri che saranno sostituiti», a tutte queste domande proveranno a dare risposte (o almeno approfondimenti) i molti...
CARRARA
Alla «precarietà dominante», al lavoro che muta, a oltre ottocento «mestieri che saranno sostituiti», a tutte queste domande proveranno a dare risposte (o almeno approfondimenti) i molti (oltre venti per il momento, ma il programma è ancora in divenire) relatori che dal 6 al 9 settembre (compresi, dalle 17 alle 24) saranno a Carrara per l'edizione numero 13 di Con-Vivere, dedicata appunto al lavoro. Da Palazzo Binelli prende il via ufficialmente il tredicesimo Con-Vivere (organizzato da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara): il lavoro (e l'uomo), la sua storia, i suoi cambiamenti e le trasformazioni, ma non solo. «Quello del lavoro è uno dei temi più indovinati del Festival: sarà un'indagine a 360 gradi, d'altronde è un tema che si presta a molte declinazioni, con oltre venti relatori di alto livello, un numero che batte la precedente edizione già da record». Parte da qui allora il presidente Crc Alberto Pincione per presentare la prossima edizione del Festival che porterà il lavoro nel centro e al centro di Carrara «patria – aggiunge – di uno dei lavori più gravosi e spettacolari», quello alle cave, ovviamente. E anche per questo Carrara si trasformerà in «ospite e protagonista» con spettacoli, proiezioni, appuntamenti per i più piccoli, mostre, musica e i convegni (si veda articolo a parte) ad hoc. E così ci saranno Gad Lerner, Aldo Schiavone, Paola Cortellesi, Philippe Daverio, Beppe Severgnini, Chiara Frugoni, Franco Bertolucci, Dario Di Vico, Domenico De Masi e molti altri a declinare il lavoro: dalla parola stessa fino alle tecnologie, agli sviluppi futuri e alle riflessioni. «Il tema trova a Carrara un incastro perfetto – le parole dell'assessore Federica Forti – per la sua contemporaneità e rappresenta un tema calzante e declinabile da più punti di vista. Parteciperemo al Festival anche con il sistema museale: il venerdì al CarMi ci sarà una visita prima della conferenza di Daverio; al Museo del Marmo con una mostra con disegni di Ezio Beinaimè e al Cap con le foto di Primoz Bizjak sulle cave delle Alpi Apuane».
«L'evento è diventato un pilastro – ha commentato Andrea Balestri (Fondazione Marmo) –; c'è la percezione ormai di una Carrara dinamica con eventi che danno continuità». —
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