Il Tirreno

Marmo, lo sciopero va avanti Picchetto davanti alle aziende

Alessandra Vivoli
Marmo, lo sciopero va avanti Picchetto davanti alle aziende

Oggi quinto giorno di blocco. Sindacati e operai: si tornerà al lavoro solo col nuovo contratto firmato. In serata nuovo spiraglio

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA

Cominciamo dalla fine. Dalla fine di una nottata, quella di lunedì, e una giornata, quella di ieri, convulse.

Cominciamo dalla conferenza stampa convocata (nella sede della Cgil) dai rappresentanti sindacali e dalla delegazione dei lavoratori che erano presenti al tavolo di lunedì sera a Confindustria. Tavolo che si è «interrotto, non rotto» precisano i cavatori: «Perché all’una di notte non si era arrivati a capo di nulla e i lavoratori fuori dalla sede di Assindustria non ce la facevano più, erano in piedi dalle cinque del mattino. Pensare di andare a lavorare il giorno dopo sarebbe stato mettere a rischio la nostra stessa vita».

Cominciamo dalla fine quindi con una certezza: lo sciopero del marmo va avanti anche oggi (è il 5° giorno). Si tornerà al lavoro solo a nuovo contratto integrativo firmato. E, soprattutto, i rappresentanti del sindacato e dei lavoratori, insieme, danno la piena disponibilità a rimettersi al tavolo con gli industriali: ma partendo dalle cifre avanzate dai confederali e chiedendo anche il riconoscimento (con formula ancora da studiare) delle giornate di lavoro perso con lo sciopero. Così si è conclusa, alle cinque di ieri pomeriggio un’altra giornata convulsa per il settore lapideo. E, mentre sindacati e lavoratori si riunivano nella sede della Cgil, a qualche centinaia di metri di distanza gli imprenditori si confrontavano nella sede di Assindustria. Alla fine la quadratura del cerchio non c’è stata: il fronte sindacale chiede di rimettersi al tavolo partendo da una cifra precisa, un totale di 5,50 euro al giorno come riconoscimento in busta paga nel nuovo contratto (2,75 come lavoro disagiato, sia al piano che al monte e 1,75 euro assegnato con il meccanismo assiduità, ossia per chi lavora tutti i giorni della settimana). Gli industriali stanno fermi sulle loro di cifre (2 euro al giorno al monte e al piano) e dichiarano di essere pronti a un nuovo confronto solo se verranno meno «toni intimidatori e strumentalizzazioni».

Ad ora non sono bastate le quattro giornate di sciopero a calmare le acque. I lavoratori (sono circa duecento quelli che hanno partecipato a tutte le iniziative) sono pronti a andare avanti a oltranza con lo sciopero.

«Vogliamo solo che vengano rispettati i diritti degli operai - ha sottolineato Leonardo Quadrelli segretario provinciale della Fillea Cgil - I numeri del settore marmo sono aumentati nell’ultimo anno». «E noi non siamo carne da macello»: gli fa eco un lavoratore, Stefano Rossi.

Nella serata di ieri, dopo un intreccio di telefonate di mediazione portate avanti dal sindaco De Pasquale e dal vice Martinelli con sindacati e imprenditori, si è riaperto uno spiraglio. Ma se si concretizzerà lo sapremo solo oggi, quinto giorno di sciopero. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web