Il Tirreno

la vertenza 

Le cuoche Apuafarma insistono: assumeteci per dodici mesi

IRENE RUBINO
Le cuoche Apuafarma insistono: assumeteci per dodici mesi

Sit-in davanti al Comune poi l’incontro con il vicesindaco Martinelli: «C’è un problema di risorse», data la disponibilità a un nuovo confronto

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. “Non siamo schiave”: in Comune va in scena la protesta delle cuoche di Apuafarma. Ieri una decina si è riunita in piazza 2 giugno intorno alle 15.30. Una piccola rappresentanza, su un totale di 36 cuoche: «Molte di noi sono state scoraggiate dal venire qui – spiega una di loro – ma noi non siamo certo qui perché siamo pazze, chiediamo solo condizioni lavorative più umane». La Cisl non ha appoggiato la manifestazione, che è stata spontanea ed autogestita; l’unico rappresentante sindacale presente era infatti Gianni Marchi dell’Usi. Le lavoratrici preferiscono rimanere anonime. Le loro richieste sono semplici e chiare: primo, portare il loro contratto a tempo indeterminato di 9 mesi e mezzo all’anno, siglato nel 2011, a 12 mesi come quello di tutti gli altri dipendenti delle partecipate (a eccezione degli autisti di Apuafarma). Secondo, mantenere le 38 ore di lavoro settimanali anche nel mese di luglio, in cui vengono ridotte a 30. Terzo, prolungare il servizio mensa fino al 15 di agosto, giorno in cui termina la stagione lavorativa degli autisti.

Lamentano anche le condizioni in cui versano le cucine delle scuole, che descrivono come piccole e poco attrezzate. «Ce n’è una in cui non riusciamo a muoverci in due, coi carrelli. La ventola non funziona. Se manca qualcosa dobbiamo portarlo da casa». L’occasione per il cambiamento avrebbe potuto essere la fusione di Amia e Apuafarma in Nausicaa. Il presidente di Apuafarma, Luca Cimino, ha però annunciato che per il momento non sono previste modifiche ai contratti. Parlando dell'orario ridotto, ha aggiunto che i pasti nella stagione estiva vengono consegnati più tardi: «Il nostro lavoro non cambia», osserva tuttavia una cuoca.

Le cuoche attendono sotto il Comune di essere ricevute dal vicesindaco. L’assessora al sociale Anna Galleni si ferma a parlare con loro; compare anche il sindaco De Pasquale, che però non può trattenersi perché è in procinto di partire per Firenze: «Non posso», fa cenno alle lavoratrici senza fermarsi. Vengono accolte in Comune. Solo tre di loro vanno a colloquio con Matteo Martinelli, vicesindaco con delega alle partecipate, nel suo ufficio. Il confronto dura più di un'ora. All'uscita la loro portavoce commenta: «Dicono che questi sono problemi che non avevano considerato».

Il vicesindaco dichiara: «C'è un problema di risorse. L'azienda sino ad oggi non è stata gestita in modo impeccabile e ha difficoltà in tutti i settori. Cercheremo di migliorare il servizio e di porre attenzione a questa problematica». Quanto alla possibilità di attingere alle risorse del forno crematorio: «Ci sono norme stringenti che regolano la gestione del bilancio, non è così semplice spostare le risorse da un servizio a un altro».

Martinelli ha dato la sua disponibilità a incontrare nuovamente le cuoche insieme a Cimino per illustrare i cambiamenti che l'amministrazione apporterà ai centri estivi. —

IRENE RUBINO.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa