Il dolore
Ceserano sollecita le antenne per i cellulari «Questione di sicurezza»
CESERANO. Fra settembre e ottobre dello scorso anno, a seguito di un’assemblea in paese, furono 480 le firme raccolte a Ceserano di Fivizzano affinché fossero installate antenne per la telefonia...
CESERANO. Fra settembre e ottobre dello scorso anno, a seguito di un’assemblea in paese, furono 480 le firme raccolte a Ceserano di Fivizzano affinché fossero installate antenne per la telefonia mobile nell’area scarsamente coperta dal segnale. Nonostante siano trascorsi parecchi mesi, nulla si è mosso e ora torna a dire la sua Roberto Testa del comitato civico locale, il quale chiede che si faccia qualcosa e subito. «Tra l’altro, dall’assemblea era scaturito che il Comune di Fivizzano – sottolinea Testa – pur di venire incontro alle richieste dei cittadini metteva a disposizione i due siti richiesti, ovvero il cimitero di Ceserano e il cimitero di San Terenzo Bardine, affinché vi potessero essere installate le antenne. Avevamo indirizzato le firme al Prefetto ed aderirono alla raccolta sia le Pubbliche Assistenze che le Vab. La richiesta era stata fatta – spiega Testa – in quanto vi sono dei paesi isolati, quelli di San Terenzo Bardine, Colla, Ceserano, Rometta, parte di Soliera e molti altri. Durante il periodo estivo questi paesi si riempiono di persone che lì hanno la casa e tanti si lamentano perché potrebbero lavorare in loco se potessero avere collegamenti per i loro pc, cosa fattibile solo col fisso. In un primo momento sembrava che una delle compagnie telefoniche avesse accettato, poi più nulla. E pensare che, avendo i siti gratis, le compagnie telefoniche risparmiano da 9000 euro all’anno in su (attualmente pagano questa cifra per il noleggio del terreno), senza contare l’opportunità che si crea per loro, visto che chi riesce ad avere campo, potrebbe diventare un potenziale cliente» aggiunge Testa, il quale, di fronte al silenzio delle parti, ha inviato il plico con le copie delle firme a Tim e Vodafone, con allegata una lettera».
«Ben comprendo che le compagnie, se ci sono pochi clienti, non si impegnano, ma i nostri politici che concedono le licenze di installazione deIle antenne in città e in luoghi ad alta densità demografica, dovrebbero obbligare le compagnie stesse – conclude Testa – a coprire anche le zone con meno clienti». —
G.U..
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