Sicurezza
Accoltellato a un polmone arriva da solo all’ospedale
Il quarantenne ha raccontato di essere stato aggredito da uno sconosciuto Ma i suoi precedenti hanno insospettito la polizia, che indaga sull’episodio
CARRARA. La coltellata gli ha preso il polmone, ma nonostante questo ha avuto la forza di raggiungere il Noa e di presentarsi al pronto soccorso con un fazzoletto premuto contro il petto per fermare l’uscita del sangue. Quando l’infermiere del triage lo ha visto in quelle condizioni ha fatto scattare il codice rosso e ha fatto passare il paziente davanti a tutti. C’era il rischio che l’emorragia provocasse un collasso. Invece l’uomo, un quarantenne di Carrara con diversi precedenti alle spalle, si è sdraiato sul lettino e ha atteso che il medico lo visitasse. Lamentandosi di tanto in tanto per il dolore. Anche perché la lama gli ha praticamente messo fuori uso il polmone destro. E soltanto per un miracolo non lo ha ucciso.
Il ferimento è stato segnalato alla polizia. Gli agenti sono arrivati al pronto soccorso e hanno parlato con la vittima per capire cosa fosse successo. Non sono riusciti a fargli dire niente. Il quarantenne ha detto di trovarsi ad Avenza e di essere stato affrontato da uno sconosciuto. Una lite nata per caso, ma all’improvviso è spuntato un coltello. Un fendente solo, che lo ha raggiunto però al petto. Quindi l’intenzione era quella di fargli del male. Molto male.
Ed è questo che non convince gli inquirenti che vogliono andare a fondo a questa storia, dato che l’uomo - italiano - è conosciuto come uno spacciatore. E quindi più che a un’aggressione senza se e senza ma potrebbe trattarsi di un regolamento di conti che nasconde altro.
L’indagine è all’inizio e per ora gli elementi in mano alla polizia sono pochi. Ma nei prossimi giorni verrà sentita nuovamente la vittima. Perché la versione dei fatti che ha fornito è ritenuta poco attendibile e siccome il timore è che possa farsi giustizia da solo la squadra mobile apuana e il commissariato di Carrara vogliono evitare guai. Per prima cosa verranno visionate le telecamere che si trovano sulla strada che porta al Noa, perché nessuno crede che quell’uomo sia riuscito a raggiungere il pronto soccorso con le proprie gambe oppure guidando. Chi lo ha accompagnato? E soprattutto perché non si è fatto identificare, visto che l’amico dice di essere stato aggredito da uno che non ha mai visto prima?
Domande che richiedono risposte. Trovate quelle, forse potrebbe saltare fuori anche il nome dell’accoltellatore. Intanto i medici del Noa nei prossimi giorni valuteranno la possibilità che il quarantenne possa finire sotto i ferri. A meno che non cominci a respirare autonomamente. Il polmone è messo male. Ma è prematuro fare previsioni. Bisognerà attendere almeno 48 ore per capire come sarà il decorso del ferito. —
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