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Scritta omofoba ad Ali di Carta Il titolare: ma io alzo la testa

Camilla Palagi
Scritta omofoba ad Ali di Carta Il titolare: ma io alzo la testa

Il libraio Alberto Nicolai: «Non occorre uno spray per dirmi che sono gay, ma dato il clima politico ho scelto di denunciare subito. Il silenzio sarebbe peggiore»

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MASSA

Una freccia indica il suo negozio, sopra c'è una scritta: «frocio». Sono le prime ore di lunedì mattina quando Alberto Nicolai, insieme al fratello Riccardo, titolari della libreria Ali di Carta di piazza Aranci, individuano la scritta a ridosso del loro negozio. La freccia indica proprio la loro libreria. Qualcuno l'ha definita un'offesa, qualcun altro un atto intimidatorio. Così in difesa dei titolari si è alzato un muro di solidarietà che parte dall'associazione per la difesa dei diritti Lgbt, Audre Lorde, e arriva fino a Carrara, con le parole di Alessandro Bandoni, ex presidente della consulta pari opportunità.

Solo una scritta sul muro, potrebbe dire qualcuno. A loro, Alberto Nicolai risponde così: «Non serve una scritta a dirmi che sono gay. Ma dato il clima politico, ed essendo io omosessuale, mi sono domandato: perché soprassedere?» E aggiunge: «Penso a quelle donne che vengono picchiate una volta, due volte, tre volte. E non denunciano. Beh, io ho scelto di denunciare alla prima azione intimidatoria, ho alzato la testa». Insegnante da più di vent'anni, da 17 titolare della libreria, l'uomo racconta di non aver mai subito ripercussioni per la sua identità sessuale. Ma che al momento, «dato il clima politico che fa sentire queste persone legittimate a dire o a scrivere queste cose», ha scelto di non rimanere in silenzio. Anzi. Ha deciso di organizzare un sit in per giovedì sera alle 21 di fronte alla propria libreria, «per parlare o per restare zitti». Qualsiasi cosa purché sia fatta insieme al resto della comunità cittadina. Che di fronte ad una freccia, o a un dito puntato, resta unita. Esprime solidarietà l'associazione per la difesa dei diritti Lgbt, Audre Lorde: «Atti di questo tipo all'apparenza innocenti, rappresentano una grave violenza, un'intimidazione vera e propria e hanno ripercussioni sulla salute e l'incolumità delle cittadine e cittadini omosessuali, bisessuali, trans creando angoscia e timore, producendo un clima di paura e senso di colpa e sfiducia nel futuro e in se stessi. Ricordiamo a tutte le cittadine e tutti i cittadini che Audre Lorde esiste ed è presente sul territorio per fare sentire al sicuro tutta la comunità Lgbtq. Siamo qui per voi e a disposizione per una chiacchierata e sostegno nelle vostre, nostre, battaglie».

Interviene anche Alessandro Bandoni, ex presidente della consulta per le pari opportunità di Carrara: «A coloro che hanno scritto vorrei far sapere che non retrocediamo su nulla. Ma anzi andiamo avanti per i diritti». Molti i commenti sul web che condannano l'azione intimidatoria. E diverse le persone che hanno chiesto al sindaco Francesco Persiani di prendere le distanze dal gesto. —

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