Sicurezza
Ridotta la pena ai due corrieri La droga viaggiava sulla A12
A Genova i fidanzati marocchini hanno ottenuto un forte sconto dai giudici Avevano nascosto la cocaina nelle bocchette dell’aria condizionata
MASSA. Hanno ottenuto uno sconto della pena sostanzioso in appello a Genova due corrieri marocchini della droga che, con il rito abbreviato, si erano visti condannare a cinque anni e quattro mesi dal giudice dell’udienza preliminare Ermanno De Mattia. Sia lui - Mohamed El Makhfi, 34 anni -, sia lei - Ghizlane Mallak , 28 anni - però hanno impugnato la sentenza e grazie ai loro avvocati, Riccardo Balatri e Riccardo Ragusa, hanno visto diminuire la pena: 4 anni El Makhafi e 3 anni e mezzo Mallak. Per la donna verrà chiesta la scarcerazione, mentre l’uomo dovrà restare ancora un po’ di tempo in carcere. Lei all’inizio era stata messa ai domiciliari, ma poi era stata portata nuovamente in cella perché nonostante la custodia cautelare era andata in un albergo nel milanese, lasciando tranquillamente i suoi documenti. La sua presenza era stata segnalata alle forze dell’ordine ed era saltata fuori la restrizione. Così le era stata contestata l’evasione dai domiciliari, con le manette che erano scattate nuovamente. E il carcere.
L’accusa per entrambi è di spaccio di droga perché trovati con circa 150 grammi di cocaina nel cruscotto della macchina sulla quale viaggiavano. La vettura era stata fermata per un controllo dalla guardia di finanza. Era il dieci giugno del 2017. A tradirli era stato il fatto che, nonostante l’afa, non avevano acceso l’aria condizionata. Anche perché i finanzieri sapevano che stavano trasportando un carico di droga, perché li stavano intercettando e conoscevano i loro movimenti. Così le fiamme gialle erano intervenute all’altezza del casello di Massa, sulla A12. Avevano fermato la macchina, una Volkswagen Golf, e avevano iniziato la perquisizione. Senza trovare nulla, fino a che a un militare non era venuta l’intuizione di smontare il cruscotto. Proprio la mancanza di aria condizionata aveva acceso la lampadina al militare. Idea che si era rivelata vincente perché era bastato staccare la plastica per scoprire gli involucri pieni di polvere bianca. L’uomo era stato fatto scendere ed era stato portato al comando provinciale per l’identificazione. Con lui la ragazza che però continuava a difendersi dicendo di non sapere cosa c’era nella vettura.
La guardia di finanza da tempo stava indagando su un giro di droga che partiva dal nord Italia e arrivava nella nostra riviera. E proprio per questo il nordafricano finito in manette era stato intercettato. Il suo numero era stato contattato da un altro indagato, che si trovava un gradino sopra il suo nell’organizzazione. Gli stava commissionando il viaggio con il carico di cocaina che doveva servire a degli spacciatori della zona che avevano ordinato lo stupefacente. Da quel momento la sua utenza - e di conseguenza anche lo smartphone attraverso il gps - era stata tenuta sotto controllo. Fino a quando era stato deciso di bloccare la Golf in prossimità del casello autostradale di Massa.
Sulla A12 sono numerosi i sequestri di droga effettuati dalle forze dell’ordine, ma i corrieri non si arrendono anche perché quasi sempre la fanno franca. —
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