Il Tirreno

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«Noi rischiamo la vita e non vogliamo essere presi in giro»

A.V.
«Noi rischiamo la vita e non vogliamo essere presi in giro»

CARRARA. «Noi siamo qui per chiedere l’adeguazione del contratto. Solo quello. Non abbiamo intenzione di alzare i toni, ma neppure di essere presi in giro».Mirco Biggi, torso nudo e maglietta in...

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CARRARA. «Noi siamo qui per chiedere l’adeguazione del contratto. Solo quello. Non abbiamo intenzione di alzare i toni, ma neppure di essere presi in giro».

Mirco Biggi, torso nudo e maglietta in testa, indossata come una bandana, è uno dei primi cavatori ad arrivare davanti alla sede di Confindustria, in viale XX Settembre. Sono da poco passate le tre e il clima (soprattutto quello metereologico) è davvero infuocato. Il sole a picco non spaventa però chi è abituato a lavorare sulle Apuane, in mezzo al bianco accecante.

L’attesa è tutta per quello che sta succedendo dentro la sede dell’associazione dove si stanno confrontando le delegazioni sindacali, i rappresentanti della Confindustria (presenti oltre a Erich Lucchetti anche Roberto Graziani, Fabrizio Santucci, Anselmo Ricci e Giancarlo Tonini) alcuni lavoratori, il sindaco Francesco De Pasquale, il vicesindaco Matteo Martinelli e il presidente della provincia Gianni Lorenzetti.

«Se è vero che gli imprenditori vanno a braccetto con gli operai - continua Mirco che nel mondo duro delle cave ci lavora da vent’anni - dovrebbero avere un occhio di riguardo per chi rischia la vita. Fanno tanto i belli, ma se gli operai sono amici loro, degli imprenditori, perché ci hanno buttato fuori quando nelle settimane scorso volevamo sedere anche noi al tavolo della trattativa?»

Insomma una presa di posizione netta, ma con la speranza, simile a quella degli altri lavoratori, che il rinnovo del contratto, dopo tante tensioni e tre giornate di sciopero possa finalmente andare in porto. —

A.V..

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