Sicurezza
Quando il Pd corteggiava Menchini per un accordo Manenti: ma lui ha detto no
MASSA. Enzo Manenti, segretario provinciale del Partito Democratico, assicura che nessuno questa sera avrà il coltello tra i denti: la direzione provinciale sarà - garantisce - l’occasione del...
MASSA. Enzo Manenti, segretario provinciale del Partito Democratico, assicura che nessuno questa sera avrà il coltello tra i denti: la direzione provinciale sarà - garantisce - l’occasione del confronto e della riflessione dopo una sonora sconfitta. Eppure a leggere le parole di Cesare Leri, predecessore di Manenti alla segreteria (vedi pagine della Lunigiana), l’impressione è ben altra e l’ipotesi che qualcuno arrivi in direzione con il coltello pare credibile. Leri non le manda a dire e accusa la nuova classe dirigente del Pd di non prendersi responsabilità: «E ora (si riferisce alla sconfitta a Massa ndr) la colpa di chi è?». Anime del Pd che non hanno mai fatto pace. Anime che si sono viste e sentite in campagna elettorale e, ancora prima, quando si è trattato di individuare il nome del candidato a sindaco e definire le modalità con cui sceglierlo.
«Quando non si raggiunge il risultato che ci si è prefissati - è la riflessione pacata di Manenti - è indispensabile fare un’analisi, valutare i fattori esterni». I fattori esterni, dunque, il vento che soffia a destra, il quadro politico, il nuovo governo, ma anche le scelte a livello locale. Tra queste le primarie che a qualcuno - lo stesso Volpi in una prima fase - non sono mai piaciute. Il suo dissenso al popolo del gazebo Gianni Lorenzetti lo ha ribadito, a caldo, la notte della sconfitta elettorale: «Non si fanno fare le primarie ad un sindaco uscente che ha lavorato bene». Eppure Enzo Manenti è certo che «tutto il possibile sia stato fatto». Piuttosto l’anello debole lui lo individua non nel percorso con cui è stato scelto il sindaco e «riunito il centrosinistra», ma nel post primo turno, nell’apparentamento mai realizzato con Sergio Menchini. Lui, Enzo Manenti, a quell’apparentamento ha lavorato e tanto: «Ho incontrato personalmente Menchini per un apparentamento su un progetto politico». Cosa che al segretario e al Pd è parsa coerente visto che -nelle parole di Manenti - «Menchini aveva manifestato la volontà di fare le primarie del centro sinistra». Menchini, però, all’apparentamento ha detto no. Ago della bilancia, uomo che proprio una parte del centro sinistra - e del Pd - ha visto come papabile candidato a sindaco. Lui, invece, Menchini, al ballottaggio si è schierato con Francesco Persiani. Lo faranno anche con calma, ma davvero ne avranno da discutere stasera alla direzione provinciale del Pd. Manenti assicura che «se la direzione vorrà cambiare e chiederà di fare un passo indietro. Lui è pronto a farlo». Parafrasato: se vogliono le mie dimissioni, allora mi dimetterò. —
Chiara Sillicani.
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