Sicurezza
«Pronti a fare un passetto ma un salto è impossibile»
Oggi terzo giorno di sciopero nel settore lapideo: alle 15 convocato il nuovo tavolo Fabrizio Santucci (Confindustria): ma non siamo stati noi a creare la rottura
CARRARA
Terzo giorno di sciopero per il settore del marmo. E una trattativa, quella per il rinnovo del contratto integrativo del lapideo, che, dopo una brusca rottura dovrebbe ripartire proprio oggi pomeriggio (alle ore 15).
Acque ancora agitate nel pianeta cave e segherie.
E, dopo il comunicato ufficiale di Erich Lucchetti, per la Confindustria Massa Carrara e Livorno, alla vigilia del nuovo incontro con sindacati e lavoratori parla Fabrizio Santucci uno degli imprenditori del lapideo che fa aprte, insieme a Roberto Graziani, Giancarlo Tonini Ezio Ronchieri e Maurizio De Angelis della delegazione trattante.
«Cominciamo col fare chiarezza - spiega Santucci - dal tavolo della trattativa si sono alzati i sindacati e i lavoratori, non siamo stati noi a creare la rottura».
E Santucci parla anche dei tempi, necessari, prima del nuovo confronto. Tempi che non dovrebbero essere quelli di oggi pomeriggio e spiega anche perché.
«Come prima cosa quello che dobbiamo fare, noi come delegazione della Confindustria - sottolinea - è un passaggio con tutti gli imprenditori e credo sia davvero improbabile riuscire a confrontarsi con tutti in tempi così stretti: abbiamo convocato il tavolo venerdì e rintracciare tutti gli associati non è un’impres asemplice. Quindi credo che oggi ci si rivedrà per dirsi quello che ci siamo già detti. Con l’intenzione, spero da parte di tutti, di allontanare le tensioni».
Fabrizio Santucci cerca di gettare acque sul fuoco delle polemiche degli ultimi giorni. Ma un messaggio a sindacati e lavoratori si sente comunque di lanciarlo.
«Io credo che una cosa giusta da fare fosse quella di revocare lo sciopero di lunedì (oggi per chi legge ndc) - dichiara - sarebbe stato un segnale importante per fare vedere, anche da parte del sindacato, la disponibilità a dialogare. Perché fare sciopero quindi? Per fare perdere soldi ai lavoratori? Si sapeva già che l’appuntamento era stato fissato per il primo pomeriggio, quindi in mattinata credo che si sarebbe potuto lavorare».
«E invece - prosegue - hanno voluto questi scioperi a oltranza e marciare per la città: noi la disponibilità a un nuovo tavolo l’avevamo già data da giovedì».
Santucci fa anche una precisazione in merito al premio previsto dal rinnovo del contratto integrativo. «Secondo me, o meglio secondo quello che vedo e vivo ogni giorno - spiega - non tutti i dipendenti delle aziende del marmo stanno così male».
Quindi, tornando al tema al centro di una trattativa che, al momento, appare molto complessa, Santucci lancia un segnale che sa di schiarita.
«Penso che sia possibile fare un passetto - dice - non un salto. Bisogna considerare che le condizioni sono cambiate, che il contesto è cambiato, purtroppo per tutti. Il settore lapideo non è più quello di una volta e fare finta che non sia così è davvero impensabile».
Insomma una posizione netta quella di Santucci e un messaggio preciso: quello del “passetto” ma non del “salto” da parte degli imprenditori. —
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