Il Tirreno

la vertenza 

Le cuoche di Apuafarma in agitazione: verso lo sciopero

Irene Rubino
Le cuoche di Apuafarma in agitazione: verso lo sciopero

La protesta annunciata per domani pomeriggio davanti al Comune «Lavoriamo solo nove mesi e mezzo, chiediamo che sia prolungato»

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CARRARA. Le cuoche di Apuafarma verso lo sciopero: la protesta dovrebbe partire domani pomeriggio davanti al Comune.

Chiedono contratti di 12 mesi, 36 ore settimanali anche d’estate, il prolungamento del servizio mensa fino al 15 di agosto. «Noi siamo le uniche – spiega Monica Francesconi, rsa Cisl - insieme agli autisti che, pur lavorando in una partecipata del Comune di Carrara abbiamo un contratto a tempo indeterminato di 9 mesi e mezzo».

Le cuoche assunte in Apuafarma sono 36 e lavorano 38 ore settimanali (ad eccezione delle part-time che ne fanno 20. «Dal momento che Amia e Apuafarma si fonderanno dando vita a Nausicaa – prosegue Francesconi – vogliamo capire se l’amministrazione abbia intenzione di equiparare i nostri contratti. Tutto il personale di Amia è assunto a tempo indeterminato a 12 mesi, ad eccezione dello stagionale. Così Gaia. Siamo in questa situazione dal 2011: è come se fossimo precarie, pur non essendolo formalmente. Se oggi chiedessi un prestito in banca mi verrebbero chieste delle garanzie per i mesi in cui non lavoro». Molte delle dipendenti non possono contare su un secondo stipendio in famiglia, e spesso nemmeno sui propri genitori, per mantenere la famiglia. La stagione lavorativa delle cuoche comincia il 15 di settembre e finisce il 30 giugno, quella degli autisti va dal 9 settembre al 30 giugno. Dal 1° al 30 luglio le cuoche iniziano il lavoro nei centri estivi.

Solo che non vengono più pagate per 38 ore settimanali, bensì per 30. «Così la qualità del lavoro e del servizio ne risente. Poi, dal momento che gli autisti vanno avanti fino al 15 di agosto, avrebbe senso prolungare a quella data anche il servizio mensa. Mi rendo conto che sia difficile integrare 36 persone anche nei mesi di luglio, agosto e metà settembre, ma almeno una decina che garantiscano il funzionamento dei centri estivi, sì. È vero che un asilo privato offre più servizi, ma chiede rette più alte: noi offriamo un servizio anche alle famiglie con un Isee basso».

In ogni caso l’obiettivo è raggiungere la massima occupazione possibile: «Ho proposto al vicesindaco Matteo Martinelli di estendere il servizio di mensa alla casa di riposo. Pur essendo dotata di una cucina interna, riceve i pasti da una ditta esterna. Lì si potrebbero impiegare due persone in fascia mattutina e altrettante in quella pomeridiana. Le cuoche comunali ad oggi sono quattro, due in altrettanti centri cottura, 2 a Marina e due ad Avenza, ma sono in età di pensione: presto dovremmo coprire anche quel servizio. Non è che manchi la possibilità di farci lavorare: manca la volontà politica».

Una delle dipendenti ha lamentato la mancanza di dialogo col vertice di Apuafarma, segnalando che dall’inizio dell’anno è stata fatta una sola riunione che costituisse un’occasione di confronto. «Noi vediamo il presidente Cimino con la stessa regolarità di prima – afferma Francesconi – certo da parte dell’ex presidente Volpi c’era maggiore disponibilità. Abbiamo parlato in diverse occasioni anche col vicesindaco Matteo Martinelli. È il sindaco De Pasquale che non abbiamo mai visto, dopo la fase di presentazione iniziale: con lui non abbiamo praticamente nessun rapporto. Eppure è un anno che si è insediato». —

 

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