Il Tirreno

l’intervento 

La Cgil sull’ospedale apuano: siamo sempre in emergenza

Il sindacato replica ancheall’onorevole Bergamini che è intervenuta sulla sanità: «Fa specie sentir parlarechi ha tagliato risorse»

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MASSA. La Cgil replica all’onorevole Deborah Bergamini (Forza Italia) che nei giorni scorsi è intervenuta sull’ospedale delle Apuane e sulla sanità territoriale. L’onorevole punta il dito sul tema Casa della Salute, sulla gestione delle emergenze, sulla carenza di personale.

«Fa piacere leggere - scrive la Cgil - che un parlamentare si interessi delle problematiche, dei ritardi della sanità locale di Massa Carrara, del territorio, dell’ospedale, delle criticità anche del personale. Comunque - prosegue il sindacato - fa specie sentirlo dire da chi magari non molti anni fa ha tagliato ingenti risorse al sistema sanitario, portando meno servizi ai cittadini, più tickets, meno posti letto, liste di attesa elevate, meno personale, ha bloccato il contratto dei lavoratori per alcuni anni, ha contribuito a spostare servizi verso le strutture private».

Poi la Cgil fa il punto su ciò che non va:«Oggi vi è una situazione in molti casi non più sostenibile all’interno dell’ospedale delle Apuane. Vi sono mancate sostituzioni di personale per lunghe malattie, gravidanze, congedi, ritardi negli ingressi dei pensionamenti. Meno infermieri, operatori socio sanitari, tecnici sanitari, medici. Questa situazione sta portando le lavoratrici ed i lavoratori ad uno stress psico fisico con il rischio - ipotizza la Cgil - che siano messa a repentaglio qualità dei servizi erogati e, conseguentemente, la salute dei pazienti».

Il sindacato assicura di aver fatto presente il problema ripetutamente: «Più volte abbiamo evidenziato - scrive - la necessità di una dotazione organica adeguata per poter garantire una sufficiente assistenza. Il personale continua a saltare riposi o a lavorare in organico ridotto, a fare turni massacranti (in area medica, in area critica, in area chirurgica, nel servizio di riabilitazione, radiologia, al laboratorio, nelle sale operatorie, al reparto materno infantile) per le mancate sostituzioni di assenze».

Poi la Cgil, per chiarire il concetto, si affida ad un esempio: «All’interno del Noa dovrebbero essere presenti 3 tecnici di fisioterapia, oggi abbiamo uno di loro in infortunio, l’altro in ferie e l’unico fisioterapista al lavoro non può certo garantire a tutti i cittadini una risposta ai loro bisogni. O ancora, il caso degli infermieri spostati dalla cardiologia o da pneumologia al centro trasfusionale come se all’interno di questi servizi non si facesse nulla. Così accade in medicina, pronto soccorso, chirurgia. Il personale - conclude la Cgil - viene utilizzato sempre in forma emergenziale a tamponare le assenze improvvise o croniche, lasciando in difficoltà il servizio da cui il personale viene tolto. Il personale, invece, rappresenta la voce fondamentale del benessere organizzativo».

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