Sicurezza
Incendio nel campo nomadi Benedetti attacca i 5 Stelle
Il consigliere comunale dopo il rogo punta il dito contro il Comune di Carrara «Ha disatteso le promesse fatte in campagna elettorale. I rom sono sempre lì»
MASSA . Ennesimo incendio al campo nomadi del Lavello ed ennesima protesta da parte dei residenti. Il rogo è scoppiato la scorsa notte. Non è stato semplice per i pompieri spegnere le fiamme, anche perché il rischio era che il fuoco si estendesse per via delle sterpaglie disseminate sul terreno. Ed è stata questa una delle paure maggiori. Purtroppo al Lavello interventi del genere non sono all’ordine del giorno, ma quasi. Perché, hanno documentato con foto i residenti, sono i nomadi a bruciare i loro rifiuti. E questo ha creato più di un dissapore con chi poi è costretto a respirare quell’aria irrespirabile.
A farsi portavoce del malumore degli abitanti della zona è il consigliere comunale Stefano Benedetti. «Al campo del Lavello è scoppiato un grosso incendio che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine - racconta l’azzurro -. Ricordo che l’area ricade sul territorio carrarese ed è quindi di competenza del Comune di Carrara, il quale attraverso il suo sindaco e la giunta Cinque Stelle si era impegnato a individuare soluzioni definitive per eliminare quella che considero la vergogna di Massa Carrara». E Benedetti aggiunge: «Scrivo ciò, perché il campo, costruito abusivamente e con allacci abusivi alle utenze dell’acqua che fino a oggi sono state sempre tollerate, insiste sul confine tra Massa e Carrara, dove vivono decine di famiglie massesi che stamani hanno richiesto la mia presenza per illustrami la situazione e i disagi subiti, le preoccupazioni e la paura che qualche giorno possa accadere qualcosa di grave, poiché di incendi ne sono già scoppiati diversi. Il timore , infatti, è proprio legato al rischio che il campo, dove peraltro ci sono molte bombole di gas , forni e spesso vengono accesi falò e fuochi per bruciare la plastica, possa prendere fuoco con tutte le conseguenze del caso, soprattutto per la presenza di decine di bambini».
«Non posso esimermi dal constatare che il sindaco e la giunta carrarese - spiega il consigliere - hanno disatteso del tutto gli impegni assunti in campagna elettorale con i cittadini e come Ponzio Pilato se ne sono lavati le mani garantendo al contrario la sopravvivenza di un insediamento abusivo, pericoloso, privo di quelle condizioni igienico-sanitarie indispensabili per garantire una buona qualità di vita ai cittadini, soprattutto a quelli residenti nella zona. In questi giorni incontrerò con una delegazione di residenti, il sindaco Persiani al quale saranno avanzate una serie di proposte per arrivare velocemente allo smantellamento del campo e alla bonifica dell’ area in oggetto, già fin troppo degradata dalla presenza di un fosso inquinato e dai miasmi dovuti al mal funzionamento del vecchio depuratore e di quello nuovo ex Cersam».
Insomma, tra le due amministrazioni potrebbero nascere attriti proprio per la gestione del campo. Che come si intuisce è tutt’altro che semplice. Le polemiche al Lavello sono all’ordine del giorno da tanti anni e chi vive in quella zona non ne può più. «In estate l’aria qui è irrespirabile», si lamenta una signora.—I.
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