Il Tirreno

L’INTERVISTA A MANRICO GEMIGNANI 

«Porteremo la Carrarese in serie B, il progetto di Silvio Baldini è vincente»

Alessandra Vivoli

il personaggio CARRARA La Carrarese, il bilancio di due anni e il progetto serie B. E ancora, la formula Baldini e il contratto a “zero euro”. Il gruppo marmo - infine . di cui lui è coordinatore...

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il personaggio

CARRARA

La Carrarese, il bilancio di due anni e il progetto serie B. E ancora, la formula Baldini e il contratto a “zero euro”. Il gruppo marmo - infine . di cui lui è coordinatore - e che, da due anni sostiene la squadra di calcio della città. Un gruppo che ha fatto un piccolo grande miracolo, quello di riportare entusiasmo e orgoglio per i colori giallo azzurri. E, soprattutto, di riportare sugli spalti dello stadio dei marmi il pubblico, quello degli appassionati ma anche delle famiglie e dei giovanissimi.

Di questo e di molto altro parla Manrico Gemignani, 44 anni a luglio, imprenditore del lapideo, per la precisione amministratore delegato della Sagevan. Il futuro del calcio cittadino disegnato in una lunga intervista rilasciata in esclusiva al Tirreno.

Gemignani cominiciamo dal principio, quando lei e gli imprenditori del marmo siete entrati nella Carrarese.

L’avventura con la Carrarese è cominciata due anni fa, dal fallimento della società. Fummo chiamati dall’allora sindaco della città, Angelo Zubbani. Il gruppo marmo, ossia un numero di imprenditori del settore lapideo, si riunì e diede la propria disponibilità per non far fallire, dal punto di visto sportivo, la squadra di calcio della città e mantenere la Lega Pro. Un impegno che riuscimmo a mantenere e onorare.

Qual’è il suo bilancio personale di questi due anni?

Sono stati due anni molto importanti. Il primo è stato quello della salvezza, economica e sportiva. Siamo riusciti a mantenere la categoria con una squadra fatta in pochi giorni, in corsa. C’è stato un grande impegno, da parte di tutti e abbiamo ottenuto la salvezza: questo per noi era fondamentale. Quello che si è appena concluso, dal punto di vista calcistico, è stato invece l’anno delle soddisfazioni. Soddisfazioni di cui l’allenatore Silvio Baldini e il suo staff sono stati gli artefici».

Com’è nato il sodalizio con mister Baldini?

Quando cambiammo allenatore, l’anno precedente a questo, il primo sulla tolda della Carrarese, ci eravamo sentiti con Baldini. Siamo rimasti in contatto durante il campionato e alla fine della passata stagione è nato il “progetto Baldini”. È bastato un incontro, in un luogo che non mi va di rivelare, e una stretta di mano. Da qui abbiamo cominciato a lavorare insieme con un unico obiettivo: fare grandi cose per la Carrarese. Silvio Baldini è una persona di grande valore e il suo contributo per la squadra è davvero importante.

Se lo chiedono in molti. Ma davvero Silvio Baldini allena a costo zero, senza stipendio?

Si, è vero. Lo ripeto ci siamo stretti la mano e abbiamo cominciato insieme agli altri imprenditori del marmo che sostengono la società azzurra, un progetto in cui crediamo davvero moltissimo. Il coinvolgimento da parte di noi tutti c’è sempre stato. E, lo ripeto, Baldini ci ha dato la sua disponibilità: a costo zero.

Ma lei è sempre stato tifoso della Carrarese?

Quando ero piccolo andavo con mio babbo a vedere le partite, poi ho vissuto con lui gli anni in cui era dirigente della società giallo azzurra. Ma, devo ammettere, che sono sempre stato uno che, anche quando mi trovavo fuori per lavoro, non ha mai dimenticato di chiedere “quanto ha fatto la Carrarese?” in qualsiasi parte del mondo mi trovassi».

Quindi lei da appassionato di calcio dà consigli su formazione, cambi e schemi di gioco?

No, assolutamente no. Io esprimo solo le mie opinioni, ovviamente non per dare consiglio a mister Baldini. E poi non fa parte del mio carattere».

Gemignani qual’è stata per lei la partita più bella della Carrarese?

Quella che non ho ancora visto.

E la più brutta?

Posso dire la più sofferta: è stata il ritorno dei play out fra Carrarese e Lupa Roma. Era una partita decisiva e noi giocammo molto contratti. Lo ribadisco, fu una grande sofferenza.

Qual’è stata la carta vincente della Carrarese?

Quello che ha fatto la differenza nel campionato scorso è stata la dedizione al lavoro, la filosofia di Silvio Baldini e del suo staff è stata premiata.

Una società “operaia”. Lei alla mensa-famiglia voluta dall’allenatore allo stadio ha mai mangiato?

Si, parecchie volte.

Lapideo e calcio. La Fondazione marmo e la Carrarese corrono su corsie parallele?

A me non risulta ci siamo mai divisi i compiti fra Fondazione e Carrarese, anzi devo ringraziare le società del marmo che hanno supportato insieme a me,e con continuità, il progetto Carrarese.

Quindi il mio grazie va a Furrer, Franchi Umberto Marmi, Gemeg, Sam, Santi Marmi, Professional Marble Marmoles Man.

Queste sono le aziende che hanno supportato con continuità la società e, naturalmente ringrazio anche gli sponsor tecnici che hanno dato una grossa mano alla Carrarese. Insieme siamo riusciti a portare avanti un grande progetto.

A proposito di progetti, parliamo del progetto serie B.

Posso dire con chiarezza che abbiamo sposato un progetto, quello di mister Silvio Baldini e culliamo il sogno della serie B. Il mister poi è abitauato a grandi imprese.

Quindi staremo a vedere gli eventi.

In vista della prossima stagione vi state muovendo sul mercato?

Stiamo cercando tre giocatori.Non posso aggiungere altro, ma ci stiamo lavorando.

Un nuovo ingresso c’è stato intanto ai vertici azzurri.

Il presidente della Carrarese resta Fabio Opicelli, il vicepresidente è Franco Brizzi. Per il resto, lo ribadisco, nel gruppo di imprenditori che sostengono la squadra prevale una situazione di continuità. —



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