Il Tirreno

l’analisi post voto 

Il Pd e il ko alle amministrative. A rischio la testa dei segretari

Il segretario comunale Luca Perinelli
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Il segretario comunale Luca Perinelli

Massa, i democratici alla resa dei conti. Convocate direzione provinciale e assemblea. Sinistra progressista: ampi settori Dem trascinati verso la destra

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MASSA. Che il momento della resa dei conti per la sinistra, Pd in primis, sarebbe arrivato - e prestissimo - era già evidente la sera del ballottaggio quando la vittoria di Francesco Persiani era ancora solo una sensazione. Era evidente al comitato a sostegno di Alessandro Volpi dove, ai primi segnali di sconfitta, le anime di una sinistra solo fintamente unita dalle primarie, riassumevano i loro contorni. Era palese per strada quando pezzi del centro sinistra si sono fatti “beccare” a due passi dalla folle esultante. Non esultanti, loro, comunque rilassati e ben lontano dal versare lacrime e stracciarsi vesti.

La resa dei conti è inevitabile, lo si capisce già la sera del ballottaggio. E sarà una resa dei conti pesante perché se nessuno vuole metterci la faccia, tanti ci mettono le chiacchiere e la tesi che “qualcuno, anche a sinistra, abbia remato contro Volpi” è ormai un mantra. Ora la resa dei conti bussa alla porta del Pd: domani sera a fare il punto sarà la direzione provinciale. Martedì, la palla passerà nelle mani dell’assemblea. Assemblea che si annuncia infuocata perché all’ordine del giorno c’è l’analisi del voto. E parecchi - Amedeo Guadagnucci, candidato ed espressione del Pd marinello è stato il primo ad esporsi - chiederanno di fare un passo indietro al segretario provinciale Enzo Manenti e a quello comunale, Luca Perinelli. La parola dimissioni sarà protagonista e c’è da scommettere che sarà un’assemblea caldissima e non per le temperature di luglio. Del resto ad imputare colpe - e non da poco - ai democratici ci pensa Sinistra progressista che ringrazia Volpi per il lavoro fatto nei 5 anni di amministrazione, ma evidenzia come «il processo di dissoluzione del centrosinistra trovi origine e radici innanzitutto nella crisi di rappresentanza e credibilità del Pd in ambito nazionale. A livello locale - Sinistra progressista non le manda a dire - si è poi registrata una netta scissione di ampi settori del Partito democratico trascinati verso destra e confluiti nelle liste di Menchini. La convergenza delle liste Menchini verso il candidato di centro destra è stata determinante. Convergenza le cui ragioni - continua Sinistra progressista - sono molto “ opache”, condotta in modo istituzionale e avvenuta senza “affrancamento” come vuole la legge per sottrarre seggi all’opposizione e distorcere il gioco istituzionale». L’ipotesi del “qualcuno ha remato contro”, Sinistra progressista la sposa eccome certa che adesso la sfida sia la rappresentanza a sinistra: «Al di la dell’esito del voto - scrive - ci preme sottolineare il successo, comunque non scontato, della lista Sinistra Progressista ospitata da Mdp-Leu che, anche all’opposizione, consente alla sinistra di avere una propria autonomia rappresentativa in consiglio. Una rappresentanza che è chiamata a costruire una proposta alternativa ispirata ai valori della sinistra, che torni a organizzare la politica cittadina e a orientare la vita delle nostre istituzioni. La nostra responsabilità è nel cambiamento, non per chiudere le persone in incubi paranoici dominati dalla paura dell’altro. È il momento di ripartire dalla città, dai suoi bisogni, dalla volontà di costruire qualcosa di nuovo che metta al centro le priorità. È qui che dobbiamo cercare il confronto con chi ora è chiamato a governare e che, al momento, propone come priorità invece la creazione di bagni pubblici a Marina e l’abolizione del progetto Sprar». —

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