Attenzione
Frana di Giucano, debutta una tecnica sperimentale
La soluzione innovativa proposta da una società vicentina ed è basata sugli ancoraggi flottanti compositi
LA NOVITà
In un Paese come l’Italia che conta oltre 600 mila fenomeni franosi dei circa 900 mila censiti in Europa – come si sottolinea in una nota dell’amministrazione provinciale – la ricerca di soluzioni innovative ed efficaci per gli interventi di stabilizzazione delle frane e il loro sviluppo tecnico e tecnologico sono strategici: l’area interessata complessiva è di circa 23. 000 chilometri quadrati pari cioè al 7, 5% del territorio nazionale (dati di fonte Ispra, 2017).
Considerando che le disponibilità finanziarie per far fronte alle numerose situazioni critiche sono spesso limitate, l’economicità delle soluzioni sviluppate è un requisito di primaria importanza.
«Una soluzione all’avanguardia – prosegue ancora il documento di Palazzo Ducale – è quella degli ancoraggi flottanti compositi per la stabilizzazione delle frane proposti da una piccola e dinamica impresa veneta, la Dalla Gassa di Cornedo Vicentino (Vicenza)».
In dettaglio, la tecnica, nata sulla base di studi portati avanti con l’Università di Padova, viene ora sperimentata per la prima volta in Italia in un campo prova che ha preso il via nella nostra Provincia, nel comune di Fosdinovo, all’altezza della frana di Giucano, nel comune di Fosdinovo, dove sono stati realizzati tre ancoraggi flottanti corredati da un particolare sistema di monitoraggio che consentirà nei prossimi mesi di registrare dati fondamentali per validare la tecnica.
Presenti alla messa in opera del campo prova Camilla Bianchi, sindaco di Fosdinovo, e Carletto Marconi, consigliere provinciale delegato alla viabilità nonché sindaco del Comune di Bagnone.
«La frana di Giucano – hanno dichiarato – è una delle aree di dissesto idrogeologico di maggiore impatto per la popolazione e per il nostro territorio: abbiamo ritenuto stimolante dare la possibilità ai tecnici e ricercatori di sperimentare una tecnica innovativa su questa frana e siamo ottimisti sull’esito dei test: per noi rappresenta un’opportunità che può diventare nel prossimo futuro una soluzione concreta per il dissesto attivo dal 2013».
«Dopo 4– 5 mesi circa – ha aggiunto Marconi – avremo a disposizione i dati del monitoraggio e faremo un tavolo tecnico con l’università, la ditta, per presentarlo alle istituzioni, agli ordini e ai collegi del nostro territorio»
Il campo prova è stato cofinanziato per metà dalla Provincia di Massa-Carrara, che svolgerà il ruolo attivo di ente supervisore del progetto e validerà i dati raccolti, e per la restante metà con un contributo dell’impresa Dalla Gassa.
Come detto, i problemi di Giucano risalgono a circa cinque anni fa. Già dal gennaio dell’anno scorso, il Comune aveva approntato una variante, che però che aveva alcuni punti in cui la visibilità era ridotta. Si era provveduto ad un allargamento laterale che consente la sicurezza nel transito.
Una soluzione che ha evitato l’isolamento del Borgo di Giucano ma ora questa iniziativa innovativa punta a risolvere in toto i problemi legati alla grossa frana principale. –
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