Il Tirreno

guerra ai portoghesi 

Senza biglietto tenta la fuga, ma i vigili lo rincorrono

Senza biglietto tenta la fuga, ma i vigili lo rincorrono

L’extracomunitario è stato identificato: non aveva il permesso di soggiorno Sono in aumento le persone che viaggiano a sbafo sui pullman del Cct

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MASSA. La guerra a chi viaggia a sbafo su treni e autobus non conosce sosta. Anzi i controlli, rispetto al passato, sono diventati sempre più stringenti e ogni giorno il bollettino si arricchisce di nuovi episodi. Come mercoledì pomeriggio o quando i controllori del Cct hanno chiesto aiuto a una pattuglia della polizia municipale perché un passeggero, di origine marocchina, era stato trovato senza biglietto a poche fermate dal capolinea. Quando è riuscito a scendere lo straniero invece di dare le proprie formalità è scappato via, approfittando del fatto che il dipendente dell’azienda di trasporti stava prendendo il blocco dei verbali. Ma gli agenti si trovavano poco distante e sono riusciti a riacciuffarlo dopo un breve inseguimento. Una volta portato in questura per l’identificazione il tizio è risultato essere sprovvisto di documenti e di permesso di soggiorno. Per questo motivo è stato denunciato alla procura.

Ma come detto è soltanto uno dei tanti casi che accadono quotidianamente. Un paio di settimane fa alcuni giovani, stavolta tutti italiani, sono saliti a bordo di un autobus di linea del Cct sprovvisti di biglietto. Anche perché dovevano fare solo poche fermate. Non avevano previsto, però, che potesse arrivare un controllore. E così era stato. A quel punto però non avevano voluto neppure pagare la multa né fornire le proprie generalità. E così in viale Europa c’era stato un po’ di parapiglia perché i passeggeri a sbafo, ragazzi ma soprattutto ragazze poco più che maggiorenni, una decina circa, erano stati invitati a scendere a mostrare i documenti. Ed era arrivata la polizia a identificarli. Con tanto di sanzione e denuncia per resistenza a pubblico ufficiale (quello è, un controllore nell’esercizio delle sue funzioni).

I ragazzi rischiano di finire a processo, come è accaduto a un ventenne che ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi e al pagamento di 2.200 euro di spese davanti al giudice dell’udienza preliminare. Il giovane era stato indagato per essersi dapprima rifiutato di esibire il titolo di viaggio e il documento di identità e, dopo, «per aver reso dichiarazioni mendaci in ordine alla propria identità e usando violenza e minaccia verso il controllore a cui aveva tentato di strappare il cellulare di mano con il quale stava chiamando le forze dell’ordine», così recitava il capo di imputazione che almeno in primo grado non gli ha lasciato scampo. Il ventenne aveva anche aggredito il controllore, afferrandogli e stringendogli il collo con le mani, provocandogli lesioni personali. Il Cct aveva offerto il patrocinio legale al proprio dipendente costituendosi parte civile per l’interruzione di pubblico servizio (il bus aveva lasciato a piedi parecchie persone). La pena è stata sospesa per i benefici di legge. —

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di Redazione web