Il Tirreno

FRANCESCO PERSIANI E l’accoglienza 

«Salvini chiude i porti e io non do soldi per i migranti»

Chiara Sillicani
«Salvini chiude i porti e io non do soldi per i migranti»

In scadenza i programmi gestiti da Anci Toscana per 10 rifugiati nel comunell sindaco: noi siamo contrari. Crediamo che quei soldi debbano andare ai massesi

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MASSA

Il sindaco Francesco Persiani di atti ancora non ne ha firmati, ma l’intenzione di firmarli la conferma tutta: «L’uscita dallo Sprar (il sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) è una parte rilevante del programma elettorale e noi quel programma vogliamo rispettarlo. Preferiamo che le risorse - il primo cittadino motiva la scelta - siano destinate agli italiani e ai problemi dei massesi, con particolare riguardo alla disoccupazione. Come Salvini chiude i porti, noi usciamo dallo Sprar». Lo Sprar - per spiegarlo in parole semplici - è una rete di enti locali per l’accoglienza. Rete a cui gli enti aderiscono volontariamente. Il cuore della rete sono i progetti: il Ministero dell’Interno ci mette i soldi, l’associazione nazionale comuni (Anci) monitora e gestisce gli aspetti organizzativi. Il Ministero bandisce le gare e i Comuni partecipano. Spesso sono due o tre amministrazioni ad unire le forze: in una prima fase scelgono, sempre con bando, un soggetto attuatore, un partner che li affianchi e sia in grado di dar gambe al progetto. Poi, con quel partner, partecipano ai bandi ministeriali per ottenere risorse da destinare all’accoglienza. Due anni fa Massa e Carrara decidono, insieme, di aderire ai progetti Sprar. A fare da capofila è Massa: 10 rifugiati vengono accolti nel nostro Comune, 10 a Carrara per una cifra complessiva di circa 300.000 euro in due anni (arrivati dal Ministero). Si unisce anche Montignoso tanto che nel biennio le amministrazione lavorano ad un implemento del progetto, con 15 nuovi rifugiati di cui 5 a Massa, 5 a Carrara, 5 a Montignoso. L’ente attuatore è Arci toscana che ha vinto il bando. Il progetto ha durata biennale, il prossimo 30 giugno scade. L’amministrazione appena insediata fa il punto e decide di tirarsi fuori dalla rete Sprar: «Siccome il progetto in essere è in scadenza - spiega Francesco Persiani - i comuni di Carrara e Montignoso hanno chiesto le nostre intenzioni. Noi abbiamo valutato di uscire e per sganciarci stiamo inoltrando richiesta al Ministero di una proroga che consenta a noi di lasciare lo Sprar e agli altri due Comuni aderenti di organizzarsi come meglio credono».

La precedente amministrazione garantisce che i progetti di accoglienza gravano sulle casse di palazzo civico quasi zero: «Non ci sono stati esborsi - chiarisce l’ex assessore alle finanze Giovanni Rutili - la nostra quota di cofinanziamento è consistita nel sostenere l’onore del personale». Insomma, il Comune è entrato nel sistema, ha partecipato al programma e ha messo a disposizione i suoi dipendenti per ché si occupassero del progetto e delle rendicontazione e le ore lavoro di quel personale sono l’unico costo sostenuto. Quantificabile in una cifra che si aggira sui 15.000 euro massimi.

Non una cifra da capogiro, comunque soldi che l’amministrazione Persiani si riserva di destinare «ai massesi». Non soltanto perché la questione non è solo “monetaria”: «Noi siamo contrari a qualsiasi stanziamento. I progetti Sprar non sono nell’interesse degli italiani. Noi vogliamo dare chiari segnali di coerenza. Se il Comune realizza un progetto, quel progetto ha dei costi e noi riteniamo che l’adesione allo Sprar non sia coerente con il nostro programma e con quello del centro destra». —

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