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contratto del marmo 

Rottura del tavolo tra sindacato e imprese E oggi parte lo sciopero

Libero Red Dolce
Rottura del tavolo tra sindacato e imprese E oggi parte lo sciopero

Concentramento alle 5 e blocco della strada dei marmi Mancata intesa su questioni economiche e premi annuali

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CARRARA

Rottura tra sindacati e imprenditori al tavolo per il rinnovo del contratto. E adesso i lavoratori annunciano lo sciopero, per oggi, con concentramento alle 5 al ponte di ferro. E blocco della strada dei marmi.

«Quarta volta che ci convocavano al tavolo degli industriali per il rinnovo del contratto del lapideo, ci aspettavamo qualche passo in avanti. E invece nulla». Il tavolo fu aperto a fine aprile con la presentazione della piattaforma, ma già allora ci furono frizioni e scambi di accuse fra le parti.

Ieri sono tornati a vedersi, con i sindacati che pensavano di avere un’apertura sulle proposte fatte. E invece si è tornati al punto di partenza. Sul consolidamento del vecchio premio da 52 euro al mese, insieme al premio presenza, è stato trovato un accordo.

Ma per i sindacalisti Roberto Venturini di Fillea Cgil, Giacomo Bondielli della Filca Cisl e Francesco Fulignani della Feneal Uil la quadra non si è trovata sul premio su import/export e assiduità di 610 euro annuali: «Secondo gli industriali andava rivisto mettendo nuovi parametri e organizzato come nuovo premio. In pratica volevano togliere qualcosa che era già acquisito». Il premio annuale è finalizzato al raggiungimento di precisi obiettivi su import ed export, 200 euro ciascuno, più 210 per l’assiduità. «Dal primo giorno che si sono seduti al tavolo gli industriali hanno detto che il premio da collettivo doveva essere ritrattato azienda per azienda, trovando nuovi parametri in ciascuna dovendoli confrontare», accusano i sindacati. Secondo loro si sarebbe trattato di un caos, anche solo per fare i controlli.

«Non hanno accettato nemmeno la richiesta di iscrivere al fondo sanitario Altea, che per adesso copre soltanto i lavoratori, almeno un altro familiare», continuano.

«Dagli industriali non è arrivata nessuna proposta, addirittura dalla parte imprenditorale qualcuno non aveva capito come si sarebbe arrivati alla nuova formulazione del nuovo premio», dice Bondielli.

Che aggiunge: «Qui nel 1945 si fece un contratto integrativo dal quale prese spunto un contratto nazionale. Così si butta a mare la storia».

L’intenzione è di partire con un giorno di sciopero, ma a caldo la determinazione è di andare avanti anche oltre. A meno che le trattative non riprendano sotto altri auspici. —

Libero Red Dolce

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