Sicurezza
«Inutile dare la colpa soltanto a Volpi»
MASSA. Franco Peselli, ex assessore provinciale al lavoro e alla formazione, una vita a sinistra, non le manda a dire sulla pesante sconfitta al ballottaggio per Alessanro Volpi. E prova ad...
MASSA. Franco Peselli, ex assessore provinciale al lavoro e alla formazione, una vita a sinistra, non le manda a dire sulla pesante sconfitta al ballottaggio per Alessanro Volpi. E prova ad analizzare alcune ragioni. «Giriamoci poco intorno. La vittoria del leghista Persiani, per le sue significative dimensioni, 57,10% contro un misero ed imbarazzante 42,90% di Volpi, è una disfatta storica del centro-sinistra, del Pd in particolare, ma non solo».
Per Peselli tre sono le ragioni della sconfitta. Innanzitutto «una valutazione negativa dell’amministrazione Volpi, che si è dimostrata incapace ad affrontare i problemi veri della città, a partire dal lavoro e dall’occupazione, che è risultato un tema completamente assente dall’agenda politica della giunta e dalla stessa campagna elettorale, per giungere ai temi di uno sviluppo compatibile e della difesa e valorizzazione di tutte le nostre risorse naturali. Problemi che l’amministrazione Volpi ha indubbiamente ereditato dalle precedenti amministrazioni di centro-sinistra, a partire dalle tre giunte a guida Pucci e dalla sciagurata esperienza Neri».
Secondo ppoi lo scontro interno, che ha fornito «uno spettacolo indegno agli occhi di quanti, pur turandosi il naso, continuavano a votarli. Sulla pelle dei cittadini è stata condotta una lotta interna di potere, basti pensare alle lotte intestine del Pd, alla vicenda del regolamento urbanistico ed all’invenzione, ad opera degli arancioni dell’ex sindaco Pucci, del “fenomeno” Menchini, dimostratosi, poi, determinante per fare vincere la destra».
Da ultimo un fattore nazionele. «L’onda lunga del governo di destra, della Lega e Salvini in particolare». Peselli conclude dicendo che comunque «sarebbe ingiusto e miope addossare tutte le responsabilità a Volpi, come si cercherà di fare per non affrontare i nodi di fondo, che vengono da lontano ed affondano nell’incapacità di governo dimostrata dal centro-sinistra degli ultimi vent’anni».
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