Il Tirreno

ad aulla 

Bar chiuso dai carabinieri, il proprietario si difende

di Gianluca Uberti
Bar chiuso dai carabinieri, il proprietario si difende

AULLA. In questi ultimi giorni, si parla, di quanto accaduto al bar tabacchi Giove di via Nazionale 2, ubicato all'incrocio con via Tambura, quello che fino a 16 anni fa, prima che cambiasse gestione,...

2 MINUTI DI LETTURA





AULLA. In questi ultimi giorni, si parla, di quanto accaduto al bar tabacchi Giove di via Nazionale 2, ubicato all'incrocio con via Tambura, quello che fino a 16 anni fa, prima che cambiasse gestione, per gli aullesi più attempati era il tabacchino della mitica Nilde. Infatti, giovedì scorso, i Carabinieri della Stazione di Aulla, insieme al personale della Questura di Massa, hanno notificato al titolare del bar tabacchi il decreto di sospensione della licenza per la somministrazione di alimenti e bevande, ai sensi dell'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps), emesso dal Questore che può sospendere la licenza di un esercizio “nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il loro comportamento costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”. Il provvedimento amministrativo ha disposto la chiusura dell'esercizio per 15 giorni e subito si è scatenato un acceso dibattito fra favorevoli e contrari. Il proprietario Giorgio Venturini non ci sta e considera quanto accaduto «una cosa completamente ingiusta. Non ho alcuna responsabilità, perchè il problema è che sono state contestate cose che avvengono fuori dal mio locale, non al suo interno» sottolinea Venturini, il quale aggiunge che i 15 giorni di chiusura forzata gli costeranno fra i 5 e i 6mila euro di danno economico e lo costringeranno a lasciare a casa, alla riapertura del bar, due delle tre ragazze che vi lavoravano. E sulla spinosissima questione interviene anche il presidente del movimento politico Lunigiana Libera, Andrea Lazzarotti, il quale si schiera a fianco del titolare: «Aulla è la città dell'esatto contrario della logica, dove vengono perseguite le Forze dell'Ordine per lasciare agire delinquenti in santa pace e questo caso ne è la conferma, dove a farne le spese è stato un esercente che paga le tasse con dei dipendenti che percepiscono uno stipendio. Certamente è più facile far chiudere un esercizio in regola che non mandare via con un regolare provvedimento di Daspo chi delinque. Vorrei ricordare, inoltre, che solo alcuni mesi fa lo stesso Prefetto dichiarava che i reati e la mancanza di sicurezza sul territorio erano solamente una percezione. Per fortuna che ad Aulla abbiamo quasi 50 bar - ironizza Lazzarotti - e per chiuderli tutti ci vogliono almeno 2 anni. Cosa facciamo? Chiudiamo le attività o cerchiamo di collocare i delinquenti nel luogo migliore che gli si addice, cioè il carcere? Speriamo solamente che sindaco Roberto Valettini si liberi dalle catene del suo partito e inizi a fare lo sceriffo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa