Finanza
Ambientalisti: «Alle cave problemi urgenti»
Lettera aperta al sindaco da parte delle associazioni: «Alcune cave in funzione andrebbero chiuse»
MASSA. Nuovo sindaco, vecchi problemi ambientali e tre proposte dalle associazioni. Si tratta di cave, con problemi diversi e la ricerca di risposte, o quantomeno orientamenti, su parte di alcuni problemi storici. A sollecitare sono i presidenti dell’associazione Cai Massa Sauro Quadrelli, Gruppo di Intervento Giuridico presidio Apuane: Alberto Grossi, Italia Nostra Massa e Montignoso: Bruno Giampaoli, La Pietra Vivente: Elia Pegollo, Legambiente Massa e Montignoso: Paolo Panni .
La prima riguarda cava Madielle. «Ha commesso abusi gravissimi per cui è stato imposto il ripristino ambientale che dovrà essere verificato prima di concedere la riapertura, insieme alla doverosa asportazione dei ravaneti abusivi sversati anche in aree non in concessione. La ditta rivendica come propri i mappali comunali: come pensa la nuova amministrazione di tutelare i beni della collettività?».
Il secondo punto riguarda le cave della Tambura. Scrivono gli ambientalisti che il Pit (Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico)«prevede che le tre cave della Tambura vadano in chiusura. Si tratta della cava del Padulello, della cava Biagi e della cava al passo della Focolaccia. Cava Padulello, la cui attività era stata sospesa a seguito di una galleria abusiva e altro, sta per essere autorizzata allo scavo del 30% del precedente piano estrattivo. Cava Biagi, dismessa dal 2008 e mai caducata, autorizzata da qualche mese nonostante abbia realizzato una galleria senza il previsto permesso comunale, è ora in attesa di effettuare il ripristino ambientale. Verrà anch’essa autorizzata allo scavo del 30%? Il sindaco Pucci aveva chiesto che le cave Padulello, Biagi e Focolaccia venissero tolte dall’area estrattiva: il regolamento urbanistico lo prevede?».
Ultimo punto cava Valsora. «Nella cava fu scoperta una colonia di tritoni, specie di anfibi protetta per la quale era stata proposta l’istituzione dell’ “Oasi del tritone” con l’approvazione all’unanimità del consiglio. A seguito di una tesi di laurea in architettura del Paesaggio, secondo la quale si ritiene possibile la convivenza dei piccoli anfibi con l’attività estrattiva, il comune e la ditta hanno pensato di poter procedere con l’escavazione. La docente, professoressa Hope Strode, ha scritto invece che non si tratta di una ricerca scientifica. Si può dare seguito alla delibera del consiglio comunale?».
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