Il Tirreno

Non fanno l’elemosina, mamma e figlia aggredite

Non fanno l’elemosina, mamma e figlia aggredite

È successo nel parcheggio del Penny Market l’altra sera. È caccia a 4 persone La donna si è spaventata quando un uomo si è avvicinato alla piccina

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MASSA. Un’aggressione verbale, finita con uno spintone e una fuga. E adesso è caccia a tre extracomunitari e una donna di cui non è stato possibile stabilire la nazionalità (certamente straniera, ma non si sa se romena oppure albanese). Il quartetto è accusato di aver assalito una quarantenne e la sua figlioletta nel parcheggio del Penny Market. È successo domenica sera.

La signora aveva appena fatto la spesa e stava andando all’auto per tornare a casa quando si sono avvicinate due persone che le hanno chiesto qualche spicciolo. Lei, impaurita per i modi della coppia, ha chiesto di essere lasciata in pace. Ma uno dei due ha fatto il gesto di dare una carezza alla piccina e così la mamma si è messa a urlare. Ne è nato un parapiglia con la piccola che si è messa a piangere. Non è accorso nessuno ad aiutare la quarantenne (anche perché nel parcheggio non c’era nessuno) ma sono arrivate altre due persone (uomo e donna) a dare manforte ai due mendicanti. Ed è stato l’uomo a dare uno spintone alla madre per allontanarla dai suoi amici. Ed è qui che si è configurata l’aggressione.

La vittima ha preso il cellulare quando i quattro si sono allontanati (senza portare via niente) e ha chiamato le forze dell’ordine. È intervenuta una pattuglia del radiomobile e i carabinieri hanno raccolto la sua denuncia, facendosi descrivere il quartetto di malintenzionati. È cominciata una sorta di caccia all’uomo, ma senza alcun successo. Avevano già cambiato aria facendo sparire le proprie tracce.

Ma da quello che si è capito fanno parte del gruppo di sbandati che gravitano davanti al Penny Market e trovano rifugio alla stazione. Per questo ieri mattina le forze dell’ordine hanno dato un’occhiata anche nei dintorni dello scalo ferroviario. Con lo stesso risultato della sera precedente, però. Non è la prima volta che accade un episodio del genere: qualche settimana fa un cinquantenne ha litigato con un questuante e si è presto una testata in pieno volto. È stato portato all’ospedale e dimesso con una prognosi di una decina di giorni. Il responsabile non è mai stato trovato. Ma è soltanto la punta dell’iceberg perché ogni giorno c’è qualcuno che chiede soldi in modo troppo insistente e qualche cliente si ribella. Piccole tensioni che possono sfociare nella violenza. L’altra sera non è andata così ma le lacrime della bambina sono il brutto segnale di una situazione diventata ormai insostenibile.

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