Sicurezza
Lo sfregia al volto con una mannaia
L’episodio è avvenuto in un centro di accoglienza I due protagonisti sono italiani. L’aggressore è in carcere
CARRARA. Lo ha sfregiato con un colpo di mannaia che lo ha raggiunto sulla mascella al termine di una lite scoppiata per futili motivi in un centro di accoglienza che dà ospitalità a persone sbandate che per problemi economici non hanno fissa dimora. Protagonisti un sessantaquattrenne (l’aggressore) e un trentaseienne. Entrambi italiani, entrambi pregiudicati. Il primo è stato arrestato dalla polizia mentre il secondo è stato portato al Noa in ambulanza e medicato al pronto soccorso. Anche se la ferita non è profonda probabilmente resterà un segno indelebile sul volto.
Sono intervenuti gli agenti del commissariato di Carrara, che hanno letteralmente strappato il ferito dalle mani del sessantenne evitando conseguenze peggiori. L’aggressore aveva ingerito una dose massiccia di farmaci ed era letteralmente fuori di sé, anche se per fortuna i medicinali gli avevano un po’ rallentato mi riflessi. La volante è riuscita ad ammanettarlo e a farlo salire in macchina. Anche se prima lo hanno disarmato (oltre alla mannaia aveva un coltello). Negli uffici di piazza Due giugno è stato identificato e rinchiuso nella camera di sicurezza, dove è rimasto per una notte intera. Le accuse nei suoi confronti sono di lesioni, resistenza e minacce a pubblico ufficiale.
Ieri mattina si è presentato davanti al giudice che oltre a convalidare l’arresto aveva disposto la misura cautelare del divieto di dimora della provincia di Massa-Carrara al fine di scongiurare altri episodi analoghi, anche in ragione della personalità dell’arrestato, non nuovo a episodi simili.
Ma il sessantenne non ne ha voluto sapere e così si è presentato nuovamente nella struttura dove aveva aggredito il trentaseienne, pretendendo di poter alloggiare lì. Come se nulla fosse. I responsabili hanno chiamato nuovamente la polizia e una volante è andata a riprendere l’indagato. Che nel frattempo era scappato, ma non era riuscito ad allontanarsi più di tanto. Stavolta il gip non ha potuto fare altro che inasprire la misura cautelare nei suoi confronti: non più il divieto di dimora ma la custodia in carcere. Con sollievo un po’ da parte di tutti. L’unico a non sentirsi sollevato era la vittima, che non sa ancora se quella brutta cicatrice sulla guancia sparirà oppure se resterà sfregiato per il resto della sua vita.
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